La spazzatura? Mica la butto…io la vendo!

Notizia, notiziona…ha aperto da pochi mesi il primo negozio che acquista i nostri rifiuti!

Precisamente questa attività si trova a Moncalieri (TO) in via Santa Croce 11/B e il suo ideatore si chiama Paolo Airaldi.

E’ questo un piccolo locale, definito “Ecopunto”, dove qualunque cittadino può portare bottiglie di plastica, carta, alluminio e ferro (puliti però!) ricevendo in cambio del denaro.

Successivamente questi rifiuti vengono acquistati da Recoplastica, azienda che si occupa della gestione e recupero dei rifiuti (di cui Airaldi è proprietario).

Come fanno alcune gioiellerie quando comprano l’oro ;-) , anche qui i materiali “preziosi” vengono pesati e, in base al loro peso, pagati ai cittadini.

Questi materiali vengono ovviamente valutati a seconda delle quotazioni di mercato (in questo momento si dovrebbero ottenere circa 50 centesimi per un kilogrammo di alluminio, 20 centesimi per un chilo di ferro, 18 centesimi per un chilo di PET e 5 centesimi per la carta).

Una volta venduti, i rifiuti vengono compattati ed inviati alla Recoplastica, finendo poi nella filiera per il riciclaggio.

All’interno del piccolo negozio l’arredamento è unicamente costituito da materiale riciclato: i bicchieri di plastica si trasformano in tappetini per il mouse e alle pareti ci sono i disegni di bottiglie e imballaggi.

Questa iniziativa, per chi la raccolta differenziata già la fa, è un guadagno aggiunto alla buona azione che ha sempre compiuto, ma, soprattutto, per chi la raccolta non l’ha mai fatta è un incentivo succulento che invoglia al riciclo.

L’ideatore del progetto, Paolo Airaldi, ha fatto le seguenti affermazioni:

“Ci rivolgiamo – dicono i responsabili – soprattutto ai pensionati, i più penalizzati. Abbiamo scelto questa collocazione pensando a un’offerta di carattere sociale, per aiutare le fasce deboli a risparmiare denaro smaltendo intelligentemente l’immondizia domestica. Per noi era un modo per far risparmiare le fasce più povere grazie alla rivendita dei loro rifiuti, eppure abbiamo riscontrato un enorme interesse e ora ci stanno chiamando da tutta Italia”.

Ma come è nata l’idea?

«Abbiamo importato un’esperienza che conta molti adepti in Svizzera, Germania e Stati Uniti dove l’acquisto della differenziata dai cittadini si fa da anni. Poi ho sfruttato la mia esperienza come “recuperatore” di rifiuti industriali».

Da questa iniziativa sta nascendo un vero e proprio franchising.

Il negozio di Moncalieri ha, infatti, suscitato molto interesse tanto da trasformarsi in un franchising: questo ottobre sono stati aperti altri due negozi in provincia di Torino, in particolare a San Gillio e a Santena, mentre in novembre toccherà a Messina.

Entro il 2009, inoltre, saranno aperti altri 50 negozi in tutta Italia.

Per maggiori informazioni è possibile contattare l’azienda Recoplastica:

- Telefono 011.984.18.24
Fax 011.984.82.34
E-mail recoplastica@recoplastica.com

L’azienda organizza dei meeting per chi è interessato ad aprire un nuovo Ecopoint.

Il consiglio che vi do è quello di contattare personalmente l’azienda e di restare aggiornati consultando il sito www.recoplastica.com.

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11 thoughts on “La spazzatura? Mica la butto…io la vendo!

  1. Hi Elena!
    Questa sì che è stata una bella idea, ne avevo sentito parlare, già, e sapevo anche che ci sono state così tante richieste di apertura di questi centri, che l’azienda non riesce a far fronte.
    Questa è una cosa positiva, perché vuol dire che la gente comincia a capire che i rifiuti sono delle risorse. Speriamo si diffonda il più possibile!

  2. Hai proprio ragione Danda! La gente sta piano piano comprendendo l’importanza che i nostri rifiuti hanno. Meno male! Sono molto contenta che questa iniziativa ha avuto così tanto successo! Speriamo che l’azienda riesca a far fronte a tutte le richieste!

  3. A proposito avevo visto anche un passaggio sul tg2 costume e società…non so se lo riesci a rintracciare sul web.

  4. Eh si Emilio hai ragione. Purtroppo molte volte le iniziative più interessanti e lodevoli sono poco pubblicizzate…e poco sparse sul territorio.
    Dovrebbero esserci più “punti vendita” di spazzatura preziosa!

  5. Potrebbe essere una buona idea, peccato che da buoni Italiani…. qualcuno tenga sempre il coltello dalla parte del manico, il compenso al Kg è “davvero misero”, discariche e sfascia carrozze vi danno di più a peso.
    Almeno per quanto concerne la plastica volete un consiglio?
    Mi sono costruito una Stampante 3D sulla base della Reprap modificata a mio piacimento, utilizzando due vecchi scanner, la plastica degli scanner è andata nella filatrice (sembre da me autocostruita su progetti open source)
    Avevo 53Kg di Plastica riciclabile PS-06 (ossia Polyestyrene) che ho sminuzzato e poi filato in rotoli da 1kg
    In media un rotolo da 1kg di filato per stampante (ABS o PLA) viene venduto dai 30€ in su, dato che la PS06 non tutti riescono a stamparla, l’ho venduta meno 15€ al Kg, fatevi voi l’idea…ci ho guadagnato nettamente di più.

    Bisogna tenere in conto alcuni fattori però:
    1-certe plastiche se filate male a temperature troppo alte, disperdono fumi altamente tossici, quindi se si bada all’impatto ambientale questo tipo di riciclo ha dei contro, oltre fare molto male per la salute.
    2-non è detto che l’indicazione numerica per il riciclo sia sempre corretta o almeno, magari la plastica di un flaccone di detersivo mostra HDPE ma potrebbe esserlo solo in percentuale e poi un misto di additivi chimici etc.
    3-la filatura andrebbe sempre fatta in un luogo aperto, e possibilmente con una cappa aspirante con filtri almeno da non inquinare l’ambiente!
    4-bisogna pulire “molto bene” le plastiche da riciclare.
    5-c’è sempre una spesa…la benzina per pulire via i collanti, l’acqua calda per togliere la carta, l’elettricità utilizzata per i macchinari.

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