Il tubero-batteria: come ottenere energia elettrica dalle patate

Alcuni ricercatori della Yissum Research Development Company dell’Univerdità di Gerusalemme sono giunti ad una scoperta che potrebbe creare non poche rivoluzioni nel campo delle rinnovabili.

Sono riusciti, infatti, a ricavare energia elettrica dalle patate, come se fosse una vera e propria pila, una soluzione a basso impatto ambientale, che sfrutta materie prime tra le più semplici.

Le patate, insomma, oltre ad essere buone da mangiare e a fare la fortuna dei fast food, possono essere impiegate anche in quest’ottica.

Come è materialmente possibile fare ciò?

E’ sufficiente una fetta di patata, dopodiché il resto lo fanno i sali all’interno del tubero che riescono a generare elettricità per mezzo di due elettrodi, uno in zinco ed uno in rame.

In questo modo otteniamo una batteria di origine biologica da 1,5 volt.

Da sottolineare che è preferibile utilizzare patate bollite, perchè esse hanno una potenza elettrica di circa 10 volte superiore rispetto alle patate crude.

Questa sorta di pila può durare anche diversi giorni, addirittura settimane, a seconda di quanto viene sfruttata, e ci permette di risparmiare il 50% di quanto avremmo speso con una normale batteria, ecco perchè, oltre ad essere eco-compatibile, possiede anche la peculiarità dell’economicità.

Ovviamente questa idea, pubblicata sul Journal of Renewable and Sustainable Energy nel giugno 2010, può apparire ai nostri occhi come una perfetta soluzione per chi vive in zone non rifornite da energia elettrica o per chi, finanziariamente, non può permettersela.

Questa invenzione, al 100% green, ha ottime possibilità di migliorare la qualità della vita di oltre un miliardo di persone che vivono nei paesi in via di sviluppo, i quali potranno finalmente usufruire di luce ed accedere alle telecomunicazioni.

Sembra una battuta ma non a caso la patata è sempre stata definita come il cibo dei poveri.

Ed ora viene vista anche come fonte energetica per gli stessi ma non solo. La fortuna evidente è che questo ortaggio è un alimento diffusissimo in circa 130 paesi nel mondo ed è disponibile tutto l’anno. Circa la validità della ricerca avremmo, comunque, delle risposte concrete solo in futuro, quando il tubero-batteria verrà applicato alla vita reale.

(Articolo pubblicato su Energia Libera)

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