Riutilizzare un “vecchio” PC: venderlo, regalarlo o ricondizionarlo

Cosa farsene di un PC ancora funzionante ma divenuto indesiderato (situazione resa possibile dalle ammalianti novità sul mercato che “stregano” i tecnomaniaci e non)? L’opzione più sensata è sicuramente quella di regalarlo. In questo modo si evita di stipare il computer in cantina o in soffitta (una fine indegna per una risorsa ricca di materiali preziosi e ancora utile) e si consente a qualcun altro, che ne ha bisogno, di usufruirne.
La prima mossa da fare sicuramente è chiedere a parenti e amici se sono interessati ad averlo e ad utilizzarlo. Ad esempio, potrebbe servire a coloro che sono alle prime armi (ragazzi in età scolare o anziani) e vogliono far pratica per imparare ad usarlo.

Esistono, però, anche alternative che prevedono un ritorno economico: chiunque, infatti, può vendere oggetti che non usa più su ebay o barattarli con altri desiderati su portali dedicati a questa pratica (di cui vi parlerò ben presto).
Se, invece, vogliamo continuare a vagliare la strada legata al dono, a titolo gratuito, delle apparecchiature divenute per noi obsolete, una delle vie che possiamo percorrere consiste nell’aderire e proporre il proprio PC (ma non solo, anche periferiche e altre strumentazioni informatiche) al gruppo Freecycle, organizzazione dedicata a tutti coloro che preferiscono “riciclare” un oggetto anziché gettarlo via, di cui ho parlato spesso sul blog.

Se, invece, il PC è semi-funzionante, cioè ha delle parti recuperabili mentre altre sono da gettare, cosa fare?

In questo caso ho scoperto una soluzione identificabile in Trashware Cesena, un progetto ideato dall’associazione studentesca S.P.R.I.Te. (Studenti Polo Romagnolo in Informatica e Tecnologie), finalizzato al trashware, la pratica di recuperare i computer destinati allo smaltimento rendendoli nuovamente funzionanti per donarli successivamente a coloro che ne manifestano l’esigenza.

Trashware Cesena, nuova vita ai PCIn sostanza viene effettuato il recupero, unendo i componenti di più computer al fine di formarne uno completamente funzionante. Dopodiché, verificato il funzionamento dell’apparecchiatura, si procede con l’installazione del software libero (privo dei costi di licenza e con necessità di “potenza” ridotta), ottenendo un PC completamente funzionante in grado di essere reinserito, adeguandolo alle esigenze dei diversi contesti: privati, scuole, associazioni di volontariato, cooperative.
Tale progetto, oltre a ridurre l’impatto ambientale dovuto allo smaltimento delle sole componenti elettroniche non funzionanti, vuole aiutare molteplici realtà in difficoltà che non hanno la possibilità di acquistare un computer nuovo dando loro l’opportunità di avere gratuitamente attrezzature informatiche di base.
Trashware Cesena accoglie computer e componenti funzionanti o prevalentemente funzionanti da chiunque li voglia donare, e destina quelli ricondizionati a coloro che ne fanno richiesta. Fino ad oggi, però, il servizio è disponibile solo per i residenti del comune di Cesena, ma è un ottimo esempio che voglio pubblicizzare con la speranza che si possa diffondere in altre zone d’Italia.

(Ho trattato questo argomento anche nella mia tesi di laurea: “Tecnologia, web e ambiente: dall’e-waste al manifesto delle 5 “R” ecosostenibili”)

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