Cosmetica green: come riconoscere gli ingredienti nocivi ed avere un eco beauty-case

Sappiamo cosa c’è nel bagnoschiuma al cocco che ci lascia quel buon profumo addosso o nel rossetto senza cui non possiamo uscire di casa? Molto probabilmente, e soprattutto nella cosmetica della grande distribuzione, in quella di notissime e pregiate marche o in quella di “sotto-banco” di dubbia provenienza, vi sono tracce di parabeni, petrolati, prodotti chimici e altre sostanze dannose per la nostra pelle e salute. Prodotti venduti dopo averli testati…sugli animali. Vi sembra giusto che per sentirci più belle dobbiamo far provare i nostri cosmetici su chi non ha voce e non può ribellarsi? Dato che la legge non lo impedisce possiamo fare noi qualcosa per cambiare. Ovvero scegliere quelle aziende che si fanno in quattro per realizzare prodotti più sani, utilizzando materie prime di origine naturale e biodegradabili, materie prime che non depauperano il pianeta, provati da volontari e con un’inci regolare. Come riconoscere tali aziende? E come individuare il vero prodotto ecobio dalla miriade di “fasulli” che si spacciano per tali?

ESSERE UN CONSUMATORE CONSAPEVOLE: INFORMARSI E LEGGERE LE ETICHETTE

Innanzitutto è bene informarsi prima di effettuare qualsiasi acquisto (il web ci mette a disposizione molte risorse, ad esempio forum.promiseland.it). Sull’azienda, sulle loro modalità di produzione, sugli ingredienti impiegati. Proprio per questo è fondamentale leggere le etichette!

Grazie al sito Biodizionario.it  è possibile avere delle indicazioni su quali sono gli ingredienti da bollino verde e quelli no impiegati nella realizzazione del cosmetico ed elencato nella composizione INCI (- International Nomenclature of Cosmetic Ingredients – ovvero l’elenco ufficiale che classifica tutti gli ingredienti autorizzati, con la loro denominazione legale, la loro composizione e le loro funzioni) scritta sull’etichetta. Basta controllare su questa guida (in continuo aggiornamento) per intuire se il prodotto è valido o meno. Sicuramente i parabeni, siliconi, petrolati, coloranti e i polimeri sintetici sono sostanze da evitare!

RICONOSCERE E PRETENDERE LE CERTIFICAZIONI

Alcune delle certificazioni che è possibile individuare sugli eco-cosmetici

Certo è che la presenza di diversi simboli/certificazioni sull’etichetta può farci star tranquilli.

Ad esempio, il marchio NATRUE (associazione no-profit internazionale fondata nel 2007 dai pionieri della cosmesi naturale quali Weleda, Lavera, Santaverde e altre marche) ha l’obiettivo di promuovere la cosmesi naturale e biologica e rafforzare la fiducia del consumatore nei prodotti cosmetici naturali, proponendo uno standard di certificazione sia per i prodotti finiti che per gli ingredienti. La presenza del simbolo Natrue ci garantisce: massimi livelli di naturalità, nessun ricorso ad animali, assenza di coloranti e profumi sintetici, assenza di derivati del pertrolio (paraffine, vaselline, PEG e quant’altro), assenza di siliconi e derivati, non utilizzo di OGM e pesticidi e niente irradiazione dei prodotti vegetali.

La presenza del simbolo ECOCERT  (una delle più grandi organizzazioni di certificazione organica nel mondo), invece,  garantisce che il 95% minimo dei vegetali impiegati sono certificati biologici e che il prodotto contiene almeno il 10% di ingredienti biologici (percentuale che viene indicata specificatamente sull’etichetta).

Il certificato COSMETICI BIOLOGICI, rilasciato dall’ente CCPB, attesta la conformità di tutte le materie prime utilizzate, non solo quelle di coltivazione biologica o biodinamica, e, inoltre, l’ente certificatore garantisce e controlla l’intero ciclo di lavorazione.

RIFIUTARE LA COSMETICA CRUDELE

Per essere certi di acquistare cosmetici non testati sugli animali, oltre alla presenza del simbolo di riferimento sul prodotto, la LAV (Associazione Animalista anti-Vivisezione) ha redatto un elenco (anch’esso in continuo aggiornamento) delle aziende che non effettuano nessun test su di essi (ad esempio l’Erbolario, Coop, Saponificio Gianasso – produttore dei famosi I Provenzali -, Bottega Verde e molti altri).

TENTATIVI DI AUTOPRODUZIONE

Per essere certi di utilizzare prodotti con ingredienti controllati e sani, inoltre, è possibile seguire anche un’altra strada. Quella dell’autoproduzione. Saponi, creme, dentifrici, burro di cacao, shampoo e quant’altro è possibile realizzarlo da sé in casa. Se volete addentrarvi in questo mondo vi suggerisco di seguire i consigli e le ricette di Kia sul suo blog Equo, Eco e Vegan o di Tatiana su Le (eco) idee tascabili (ma sul web troverete molte idee e spunti di autocosmesi!).

DOVE ACQUISTARE COSMETICA “SANA”

Per mia diretta esperienza, spesso acquisto biocosmesi certificata direttamente online (suggerisco il sito multimarca Mondevert, i monomarca Neve Cosmetics, Biofficina Toscana e La Saponaria), ma in alcune farmacie o negozi di biologico (come Bio Bio o CuoreBio) è possibile trovare tranquillamente articoli ecobio e “toccarli” con mano.

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