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Archivio per la categoria ‘A tavola’

Sono fortunata.

Grazie ai miei nonni, contadini e gente semplice, mio padre ha imparato a lavorare la terra e ad amarla così tanto da prendersene cura ogni giorno, nonostante un lavoro e mille impegni. Spesso non me ne rendo conto di quanto sono fortunata, alla bella infanzia che ho avuto, in mezzo ai campi, in mezzo alle piante e alla natura, alla vita “agiata” che conduco, nonostante tutto.

Scoppierete a ridere ma sono cresciuta fino all’età di 13 anni con il latte di capra (scoprendo solo dopo quello di mucca), sbucciandomi le ginocchia sulla terra, giocando su un’altalena attaccata ad un albero (anche se poco “sicura”, non sapete che ribaltoni ;) ), mangiando e facendo vere e proprie indigestioni di frutta direttamente dall’albero (le ciliegie sono state la mia “droga”).

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La Coca-Cola Company, discutibile (per quanto riguarda le dubbie condizioni di trattamento rivolte ai suoi lavoratori e le accuse di violazione dei diritti umani) azienda produttrice di una delle bibite più amate e bevute al mondo, ha consolidato nel 2011 una partnership con alcune società che si occupano di biotecnologia al fine di accelerare la produzione di una bottiglietta “sostenibile”, concepita nel 2009 e realizzata in parte con un materiale plastico di origine vegetale (canna da zucchero e melassa) e in parte da PET riciclato, con cui distribuire e conservare i suoi prodotti. Il nome di questo contenitore eco-friendly è PlantBottle e viene già, ad oggi, impiegato in circa 20 paesi nel mondo, tra cui la Francia e l’Italia. La multinazionale americana, però, è intenzionata a convertire tutti gli imballaggi al nuovo formato bioPET, completamente riciclabile, entro il 2020.

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Normalmente, prima di acquistare un prodotto, dò sempre un’occhiata all’etichetta per verificarne la provenienza, dove è stato fabbricato, la composizione, la scadenza e soprattutto se ci sono riferimenti sostenibili ed ecologici. Oggi è possibile individuare diversi simboli di questo tipo ma non sempre sono di facile comprensione e, inoltre, potrebbero confondere chi non vi ha mai fatto caso. Ecco perché ho pensato fosse utile fare una ricerca e indicare le certificazioni in simbolo maggiormente utilizzate sui prodotti che compriamo.

Per fortuna sempre più persone hanno voglia di fare acquisti responsabili e di cuore perciò avendo in mano gli strumenti di lettura giusti ;) è possibile riconoscere i prodotti davvero eco-friendly. Se ognuno di noi iniziasse a preferire prodotti rispettosi del pianeta, le aziende si sentirebbero caldamente sollecitate a rivedere i propri processi produttivi e a spingerli verso criteri eco-sostenibili.

Come ho già detto, sono molti i marchi/simboli ecologici che certificano la sostenibilità ambientale. Essi sono stati ideati da istituzioni internazionali e ONG (Organizzazioni Non Governative) ed un prodotto, per ottenere tale marchio, deve essere sottoposto ad un controllo da parte di un ente certificatore, i cui criteri sono approvati a livello mondiale, che ne verifichi la compatibilità con gli standard (requisiti pre-definiti) decretati dal marchio. Vi posto qui di seguito alcuni tra quelli che mi è capitato di vedere più spesso, divisi per area tematica:

CARTA

FSC (Forest Stewardship Council) e PEFC (Pan European Forest Certification), più famoso probabilmente il primo rispetto al secondo, garantiscono che quel tale prodotto di carta proviene da foreste gestite secondo criteri sostenibili, sia ambientali che sociali (cioè vengono rispettati i diritti dei lavoratori). Il PEFC, inoltre, è la certificazione forestale raccomandata dal Parlamento europeo e riconosciuta dalle politiche di approvvigionamento forestale di Belgio, Regno Unito, Danimarca, Olanda, Finlandia, Francia, Germania, Giappone e Svizzera.

COSMETICA

Grazie a questo simbolo (un coniglietto saltellante con due stelle) è possibile riconoscere e individuare i prodotti di cosmetica che non sono stati testati sugli animali. Questo logo, che può anche essere sostituito dalla semplice dicitura “Stop ai test su animali. Controllato da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) per LAV”, è stato ideato dalla Coalizione Europea contro la vivisezione. Purtroppo, per ora, viene utilizzato molto poco anche dalle stesse aziende certificate. Qualsiasi altro simbolo che non sia questo ignoratelo!

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