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Non posso negarlo…mi piace curare me stessa e vestirmi bene.
Prerogativa fondamentale è sentirmi a mio agio con quello che indosso. Se poi posso scegliere dei capi rispettosi dell’ambiente ad un prezzo accettabile per le mie tasche ancor meglio.

Negli ultimi anni anche la grande distribuzione (vedi Coop con la linea targata Katharine Hamnett) e le grandi catene di abbigliamento si sono accorte della potenzialità del settore green. I consumatori sono maggiormente attenti e, oggi, potendo scegliere optano per prodotti eco-friendly.

L’esempio che vi voglio proporre è quello di H&M e della sua collezione Conscious, i cui capi sono realizzati con cotone biologico, canapaTencel e poliestere riciclato, attraverso una filiera produttiva interamente sostenibile. Abiti alla moda ma al tempo stesso rispettosi dell’ambiente.

Per coronare il lancio della collezione 2013, il colosso della moda svedese ha attivato un’iniziativa davvero lodevole: la raccolta di abiti usati, “La moda non merita di finire nei rifiuti“. Continua a leggere »

BioEcoGeo, rivista conosciuta e riconosciuta nell’ambito della sostenibilità ambientale, ha organizzato per giovedì 30 maggio un appuntamento molto interessante, “We, green blogger”, durante il quale alcuni blogger italiani sensibili alle tematiche ambientali racconteranno le loro esperienze, i loro percorsi, come e perchè usano la rete e i social network per farsi conoscere e diffondere le loro conoscenze (mi mangio le mani, purtroppo per motivi di lavoro non potrò presenziare accanto ai miei colleghi di tastiera, tra cui spiccano la mia cara amica Anna Simone e Marinella Scarico). Nel pomeriggio, invece, il focus si concentrerà sul mondo accademico (dal Politecnico di Milano all’università di Bologna) insieme a quello delle aziende del settore green (Vipot, Gucci, Star Alliance, …) con “Università e imprese green lanciano la sfida”.

Per chi potesse, è davvero un appuntamento da non perdere!

Anche sul web, con l’hashtag #wegreenblogger

evento-bioecogeo

Qui il programma della giornata

“Il superfluo ci appesantisce, la necessità acuisce l’inventiva e ci mette alla prova. Quale parte di noi deve essere eliminata e quale invece conservata e valorizzata? È possibile vivere felici rinunciando a sprechi di cui a malapena ci accorgiamo?”

Così esordisce GreenKika sul suo blog. Non sai chi è? Il suo nome reale è Claudia Selvetti, un peperino amante della capoeira, dell’ukulele e, vedi un pò, anche del pianeta! Nel gennaio del 2011 Claudia ha creato il green blog “Vita a impatto 1“, spazio virtuale utile a raccontare, passo dopo passo, il suo progetto ed esperienza di riduzione del proprio impatto ecologico. Un progetto nato con l’intenzione di durare un solo anno ma che in realtà non si è mai concluso.

Claudia Selvetti

1) Benvenuta Claudia! Raccontaci cosa ti ha spinto ad aprire un blog “eco-friendly”?

Un blog è uno strumento e il blog Vita a impatto 1 è nato per divulgare il progetto omonimo che senza internet non avrebbe forse avuto la stessa risonanza. E siccome il blog è un diario, è servito anche da promemoria, per poter rileggere l’anno trascorso e fare il bilancio dei miei cambiamenti. Nel blog Vita a impatto 1 ho raccontato per un anno e oltre, il 2011, la mia esperienza di vita a basso impatto ambientale.

2) Perché hai scelto di chiamare il tuo blog “Vita a impatto 1”?

Un giorno mi è capitato di imbattermi in un quiz sul calcolo dell’impatto ambientale a tutto campo: le abitudini quotidiane, i trasporti, l’alimentazione, le scelte a tavola e al supermercato, l’approccio ai consumi di energia e risorse. Avevo già letto Colin Beavan, Safran Foer, la Gabetti, cercavo un’ispirazione per fare qualcosa di concreto anche io, ed ecco la risposta: dal quiz è risultato che se tutti si fossero comportati come me, sarebbero servite le risorse di un pianeta virgola 15. Immaginate quanti pianeti servirebbero per chi usa l’auto e viaggia spesso in aereo, chi mangia carne tutti i giorni, chi acquista prodotti esteri ecc. E così il mio cervello ha cominciato a macinare idee, fino a giungere al progetto di Vita a impatto 1, uno come il pianeta che abbiamo a disposizione e per il quale dobbiamo avere rispetto e attenzione.

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Anche in questo 2013 il mese di aprile è dedicato alla nostra Terra: Cesvi (ONG italiana presente in 26 paesi con progetti di educazione ambientale, sviluppo sostenibile, economico e sociale delle comunità locali) e Aveda, marca internazionale promotrice di prodotti di bellezza non testati sugli animali e nel rispetto del pianeta, si sono unite per cercare di raccogliere 3.700.000 euro a favore di alcuni progetti dedicati all’acqua potabile.

In che modo lo faranno? Ad esempio attraverso i 2 euro donati da chi godrà di un servizio colore presso uno dei saloni Aveda oppure grazie ad una donazione libera per chi richiederà un taglio o una piega presso l’Aveda Education Center (a Milano il 10 aprile o il 22 aprile).

provaIl Cesvi ha investito negli anni in progetti legati all’acqua e alla sicurezza alimentare realizzando pozzi, fonti idriche e promuovendo attività di
educazione all’igiene in alcuni Paesi tra cui Asia, Africa e America Latina.
I fondi raccolti con il Mese della Terra 2013 andranno a favore di un progetto che punta allo sviluppo economico, in ambito agricolo, della popolazione di Lango (Nord Uganda) con la costruzione di 15 nuovi pozzi e la ristrutturazione di 24 fonti idriche che favoriranno l’accesso all’acqua, minimizzando il tempo “perso” nel tentativo di raccogliere la stessa. Un intervento che potrà migliorare la qualità della vita della comunità.
Inoltre, dal 1 aprile sino a tutto il mese di maggio sarà possibile contribuire alla salvaguardia dell’acqua anche acquistando al prezzo di 15 euro la candela Light the Way a base di oli essenziali di origine organica certificata (vaniglia, cannella, ylang-ylang), dal packaging di vetro riciclato al 100% e da una confezione esterna in carta riciclata al 70% stampata con inchiostro di soia.
Il totale ricavato dalla vendita della candela sarà devoluto alla Global Greengrants Fund, associazione che si è dedicata molto a progetti idrici in favore degli studenti dell’Association School nell’Ampasimanjeva, un
piccolo paese del Madagascar.

Light the Way Aveda

L’accendiamo? #avedaearthmonth

Da qualche mese mi sono trasferita provvisoriamente per lavoro e nell’appartamento in cui ho “traslocato”, pur essendo completamente ammobiliato, non c’è la lavatrice, il forno e, inizialmente, per quasi due mesi ero anche senza televisore. Purtroppo per un certo periodo ho dovuto fare a meno anche del computer (probabilmente avrete notato la mia lunga assenza dal blog).

Ora, dopo 4 mesi, devo dire di essere pienamente sopravvissuta alla mancanza di questi elettrodomestici. Se ripenso al fatto che in passato tutte queste comodità non esistevano mi sento davvero ridicola, ma l’abitudine gioca brutti scherzi, ci fa credere che non possiamo fare a meno di tutto ciò. Eppure, anche se sono molto felice di riavere il PC, mi sono accorta che posso fare a meno della lavatrice senza farne una tragedia. Sarò pazza ma fare il bucato a mano non è poi così malvagio (ma sottolineo che devo pensare solo al mio di bucato e non a quello di un’intera famiglia!). E’ necessario avere solo un pò di tempo e tanto olio di gomito. In più, se penso all’energia elettrica risparmiata e all’azione ecologica messa in atto, mi sento ancor più motivata e meno nostalgica dell’assenza di questo elettrodomestico.

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