CONAI premia le tesi di laurea Green Jobs

Nel quadro delle attività avviate nel nostro paese per favorire la sostenibilità ambientale attraverso la promozione della raccolta, del riciclo e recupero dei rifiuti d’imballaggio, CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, ha istituito il premio Tesi di Laurea Green Jobs, un progetto che ha l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un’economia e un’industria sempre più sostenibili, favorendo l’inserimento di giovani “green oriented” nel mondo del lavoro grazie a 10 stage retribuiti della durata di 6 mesi presso aziende che operano nella green economy.

Per riuscire ad aggiudicarsi i 10 “green jobs” è necessario essere laureati in discipline economiche e ingegneristiche e presentare, entro il 7 ottobre, la propria tesi di laurea necessariamente attinente alle tematiche ambientali, tecniche ed economiche connesse al riciclo dei rifiuti di imballaggio.

Per avere maggiori informazioni, scaricare il bando, il regolamento e la scheda di partecipazione andate sul sito di CONAI.

Good luck ;D

P.s. Il termine ultimo per la consegna degli elaborati, inizialmente previsto per il 7 ottobre, è stato posticipato al 4 novembre 2013.

Cosmetici e integratori erboristici: come riconoscere i prodotti naturali sicuri

Oggi su Madreterra trovano spazio gli utili consigli di chi se ne intende di prodotti erboristici e salute: Enrico Nunziati di Rodiola – Rimedi Naturali ci spiega come acquistare un sicuro cosmetico e integratore naturale avendo le nozioni adeguate.

In questo post cercheremo di individuare alcune informazioni fondamentali, anche esaminando la normativa che disciplina il settore salutistico nel nostro Paese, che ci indirizzeranno verso prodotti naturali e venditori sicuri.

Cosmetici:

Produzione, vendita e confezionamento dei cosmetici sono disciplinati da direttive dell’Unione Europea, recepite anche dal nostro ordinamento. La produzione avviene unicamente con l’impiego di sostanze ammesse dal nostro ministero e da laboratori che abbiano i requisiti necessari per la produzione di tali prodotti. Ogni laboratorio ha degli obblighi burocratici, come ad esempio la redazione di dossier tossicologici per ogni singolo prodotto immesso in commercio, che servono a certificare la sicurezza di impiego del prodotto commercializzato.

Sulla confezione dei cosmetici devono essere riportate alcune informazioni obbligatorie relative alla sicurezza d’uso. Tra le più importanti vi sono il PAO (Period After Opening) e l’INCI (International Nomeclature Cosmetic Ingredient).

Il PAO indica quanto il prodotto si conservi dopo la prima apertura. Il simbolo è un vasetto aperto con all’interno un numero (generalmente 6, 12, o 18) che indica, in mesi, la durata del prodotto dopo l’apertura. Ciò non sta comunque ad indicare la scadenza del prodotto integro e correttamente conservato che è normalmente superiore. Se il prodotto ha una validità inferiore a 30 mesi deve essere riportata la data di scadenza.

L’INCI è l’elenco dei nomi scientifici (Ingredienti) delle sostanze presenti nel prodotto, in ordine decrescente in base alla quantità utilizzata, che ci indica anche quali prodotti non naturali sono stati impiegati o se all’interno del prodotto, ad esempio, vi è traccia di sostanze alle quali potremmo essere allergici.

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Moda sostenibile: l’esempio di H&M Conscious Collection 2013

Non posso negarlo…mi piace curare me stessa e vestirmi bene.
Prerogativa fondamentale è sentirmi a mio agio con quello che indosso. Se poi posso scegliere dei capi rispettosi dell’ambiente ad un prezzo accettabile per le mie tasche ancor meglio.

Negli ultimi anni anche la grande distribuzione (vedi Coop con la linea targata Katharine Hamnett) e le grandi catene di abbigliamento si sono accorte della potenzialità del settore green. I consumatori sono maggiormente attenti e, oggi, potendo scegliere optano per prodotti eco-friendly.

L’esempio che vi voglio proporre è quello di H&M e della sua collezione Conscious, i cui capi sono realizzati con cotone biologico, canapaTencel e poliestere riciclato, attraverso una filiera produttiva interamente sostenibile. Abiti alla moda ma al tempo stesso rispettosi dell’ambiente.

Per coronare il lancio della collezione 2013, il colosso della moda svedese ha attivato un’iniziativa davvero lodevole: la raccolta di abiti usati, “La moda non merita di finire nei rifiuti“. Continua a leggere

#wegreenblogger: un evento dal gusto ambientale

BioEcoGeo, rivista conosciuta e riconosciuta nell’ambito della sostenibilità ambientale, ha organizzato per giovedì 30 maggio un appuntamento molto interessante, “We, green blogger”, durante il quale alcuni blogger italiani sensibili alle tematiche ambientali racconteranno le loro esperienze, i loro percorsi, come e perchè usano la rete e i social network per farsi conoscere e diffondere le loro conoscenze (mi mangio le mani, purtroppo per motivi di lavoro non potrò presenziare accanto ai miei colleghi di tastiera, tra cui spiccano la mia cara amica Anna Simone e Marinella Scarico). Nel pomeriggio, invece, il focus si concentrerà sul mondo accademico (dal Politecnico di Milano all’università di Bologna) insieme a quello delle aziende del settore green (Vipot, Gucci, Star Alliance, …) con “Università e imprese green lanciano la sfida”.

Per chi potesse, è davvero un appuntamento da non perdere!

Anche sul web, con l’hashtag #wegreenblogger

evento-bioecogeo

Qui il programma della giornata

Gli eco-blogger si raccontano: Claudia Selvetti e il suo Vita a impatto 1

“Il superfluo ci appesantisce, la necessità acuisce l’inventiva e ci mette alla prova. Quale parte di noi deve essere eliminata e quale invece conservata e valorizzata? È possibile vivere felici rinunciando a sprechi di cui a malapena ci accorgiamo?”

Così esordisce GreenKika sul suo blog. Non sai chi è? Il suo nome reale è Claudia Selvetti, un peperino amante della capoeira, dell’ukulele e, vedi un pò, anche del pianeta! Nel gennaio del 2011 Claudia ha creato il green blog “Vita a impatto 1“, spazio virtuale utile a raccontare, passo dopo passo, il suo progetto ed esperienza di riduzione del proprio impatto ecologico. Un progetto nato con l’intenzione di durare un solo anno ma che in realtà non si è mai concluso.

Claudia Selvetti

1) Benvenuta Claudia! Raccontaci cosa ti ha spinto ad aprire un blog “eco-friendly”?

Un blog è uno strumento e il blog Vita a impatto 1 è nato per divulgare il progetto omonimo che senza internet non avrebbe forse avuto la stessa risonanza. E siccome il blog è un diario, è servito anche da promemoria, per poter rileggere l’anno trascorso e fare il bilancio dei miei cambiamenti. Nel blog Vita a impatto 1 ho raccontato per un anno e oltre, il 2011, la mia esperienza di vita a basso impatto ambientale.

2) Perché hai scelto di chiamare il tuo blog “Vita a impatto 1”?

Un giorno mi è capitato di imbattermi in un quiz sul calcolo dell’impatto ambientale a tutto campo: le abitudini quotidiane, i trasporti, l’alimentazione, le scelte a tavola e al supermercato, l’approccio ai consumi di energia e risorse. Avevo già letto Colin Beavan, Safran Foer, la Gabetti, cercavo un’ispirazione per fare qualcosa di concreto anche io, ed ecco la risposta: dal quiz è risultato che se tutti si fossero comportati come me, sarebbero servite le risorse di un pianeta virgola 15. Immaginate quanti pianeti servirebbero per chi usa l’auto e viaggia spesso in aereo, chi mangia carne tutti i giorni, chi acquista prodotti esteri ecc. E così il mio cervello ha cominciato a macinare idee, fino a giungere al progetto di Vita a impatto 1, uno come il pianeta che abbiamo a disposizione e per il quale dobbiamo avere rispetto e attenzione.

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