Elettrodomestici: come vivere senza lavatrice e non impazzire

Da qualche mese mi sono trasferita provvisoriamente per lavoro e nell’appartamento in cui ho “traslocato”, pur essendo completamente ammobiliato, non c’è la lavatrice, il forno e, inizialmente, per quasi due mesi ero anche senza televisore. Purtroppo per un certo periodo ho dovuto fare a meno anche del computer (probabilmente avrete notato la mia lunga assenza dal blog).

Ora, dopo 4 mesi, devo dire di essere pienamente sopravvissuta alla mancanza di questi elettrodomestici. Se ripenso al fatto che in passato tutte queste comodità non esistevano mi sento davvero ridicola, ma l’abitudine gioca brutti scherzi, ci fa credere che non possiamo fare a meno di tutto ciò. Eppure, anche se sono molto felice di riavere il PC, mi sono accorta che posso fare a meno della lavatrice senza farne una tragedia. Sarò pazza ma fare il bucato a mano non è poi così malvagio (ma sottolineo che devo pensare solo al mio di bucato e non a quello di un’intera famiglia!). E’ necessario avere solo un pò di tempo e tanto olio di gomito. In più, se penso all’energia elettrica risparmiata e all’azione ecologica messa in atto, mi sento ancor più motivata e meno nostalgica dell’assenza di questo elettrodomestico.

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Stand-by il vampiro: ecco alcuni metodi alternativi per ricordarsi di disattivarlo

I nostri televisori, stereo, videoregistratori, DVD recorder e alcuni elettrodomestici (pensiamo all’orologio del forno) sono tutti dotati di una spia che segnala lo spegnimento dell’oggetto ma non la sua totale disattivazione. Ad esempio, lo stand-by (che significa “tenersi pronto”, quindi è a tutti gli effetti attivo) del televisore permette di accenderlo, tramite telecomando, tranquillamente dal divano. Provate, però, ad immaginare quanto costa questa “comodità”. Sarebbe più economico e meno inquinante spegnere tale dispositivo, anche solo prima di andare a dormire o prima di uscire di casa per poi riaccenderlo quando il televisore ci serve realmente.

Quanto ci fanno spendere gli stand-by?

Questi dispositivi incidono significativamente sulla bolletta: ogni singolo elettrodomestico dotato di stand-by attivo potrebbe far spendere fino a 8 euro all‘anno. Il totale non dovrebbe sembrarci molto piacevole. Si calcola che, a causa dei tantissimi elettrodomestici lasciati con le spie accese, ci sia un dispendio di energia pari a 7 miliardi di euro all’anno, equivalenti a 20 miliardi di tonnellate di anidride carbonica immesse in atmosfera. Per fortuna la Commissione europea ha emanato una normativa che definisce i limiti per i consumi degli apparecchi elettronici in stand-by: attualmente la soglia di potenza assorbita è stata fissata a 1 watt mentre nel 2013 tali limiti saranno dimezzati.

Alcuni metodi alternativi per disattivare gli stand-by.

Una pratica soluzione per spegnere con un solo gesto più stand-by è la ciabatta dotata di interruttore, capace di interrompere totalmente la corrente alle prese. Con un solo e semplice click spegniamo più fonti di spreco energetico, alleggerendo l’ambiente e la bolletta.

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TopTen.it dalla parte di consumatori e ambiente

Dobbiamo comprare un nuovo televisore a basso impatto ambientale? Un frigorifero che consumi poco? Il portale Eurotopten.it ci aiuta nella scelta perchè mette a confronto elettrodomestici, apparecchi e automobili delle principali marche sulla base di criteri come efficienza energetica, prezzo, rumorosità, consumo d’acqua, …

Aggiornato ogni 6 mesi (“per aderire il più possibile alla realtà del mercato. Le informazioni sono quindi affidabili, trasparenti ed aggiornate”), Eurotopten è un sito indipendente da produttori e distributori, ha come partner il WWF e alcune organizzazioni ecologiche europee.

GUIDA ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PARTE 2

Eccoci di nuovo qua a parlare di raccolta differenziata e a dare spunti utili per effettuarla nel modo corretto!

Dato che la volta precedente ho parlato dei materiali più classici (carta, plastica, vetro & Co.), oggi vi voglio dare dei suggerimenti per quanto riguarda: medicinali, lampadine, rifiuti pericolosi, gli elettrodomestici, pc e televisori, i cellulari, gli ingombranti.

Mi sono documentata ed ecco cosa ho scoperto:

MEDICINALI

I farmaci scaduti sono prodotti chimici.

Se gettati in discarica possono rilasciare sostanze tossiche e inquinare. Per questo non vanno smaltiti insieme agli altri rifiuti, ma gettati nei contenitori bianchi posizionate fuori dalle farmacie e dalle Asl.

Prima di gettare i farmaci, però, vanno tolti dalle confezione: scatola e foglietto illustrativo, infatti, possono essere riciclati nel bidone della carta.

Mentre i flaconi di vetro vanno nel bidone di questo materiale.

Il servizio comunale, poi, provvede a svuotare periodicamente i contenitori e a bruciare i medicinali.

LAMPADINE

In commercio si trovano lampadine di 2 tipi. Quelle tradizionali sono a incandescenza: l’Unione Europea sta decidendo di metterle al bando (per ora la data è sospesa al 2011, ma non è definitiva).

Nel frattempo, quando si bruciano, non vanno gettate con il vetro perchè contengono sostanze inquinanti.

Ci sono poi le lampadine a risparmio energetico, cioè alogene o al neon.

Queste contengono gas tossici e perciò anch’esse non vanno gettate con il vetro, ma portate al rivenditore o all’isola ecologica, dove si trovano gli appositi contenitori.

Le parti in metallo e quelle in vetro, una volta separate dagli addetti, vengono riciclate. Mentre il mercurio presente nelle lampadine a risparmio energetico, grazie a tecnologie e ad impianti, viene recuperato evitando così l’inquinamento dell’ambiente.

RIFIUTI PERICOLOSI

Batterie per auto

Vanno portate all’isola ecologica o presso il raccoglitore del Consorzio batterie usate più vicino (chiedete al numero 06487951 oppure cliccate al sito www.cobat.it).

Anche i rivenditori di batterie nuove mettono a disposizione degli acquirenti un contenitore per la raccolta. Uno smaltimento corretto permette di recuperare la plastica (così da poterla riutilizzare) e il piombo, che potrà essere utilizzato per fare altre batterie, tubazioni, saldature.

Inoltre, si evita di disperdere nell’ambiente sostanze inquinanti come l’acido solforico. Continua a leggere

Frigorifero – consideriamolo di più!

Oggi vi voglio parlare del frigorifero, importante elettrodomestico che, se gestito male, può creare danni all’ambiente e al nostro portafogli!

Generalmente si crede che sia una macchina che genera freddo, ma in realtà non è così.

Il frigo è, in sostanza, una pompa che espelle il calore in esso contenuto, cercando di contrastare la temperatura esterna; pertanto maggiore è lo sforzo (e la temperatura esterna) che questa pompa deve compiere e più salate saranno le bollette.

Quali le soluzioni?

Innanzitutto adattiamo il frigorifero alle nostre reali esigenze, calcolando circa 40/50 litri di spazio a persona.

La temperatura ottimale è compresa fra i +7 e +8°C (un termostato costa circa 3 euro), dunque meglio evitare di mettere in frigo cibi caldi, lasciando spazio invece a quelli da scongelare.

Inoltre è bene ricordare di posizionare il frigorifero a 5 cm dalla parete, perché possa così smaltire il calore in uscita, e possibilmente lontano da fonti di calore, quali fornelli o caloriferi.

Quando compriamo un frigorifero nuovo (o comunque un elettrodomestico) dobbiamo stare molto attenti alla nostra scelta! Com’è noto, infatti, il rendimento energetico degli elettrodomestici è variabile. Questo rendimento è segnalato sull’etichetta del prodotto alla voce “classe energetica”, che dovrebbe sempre essere un fattore di scelta nell’acquisto di un elettrodomestico. E’ sempre bene scegliere il nostro elettrodomestico di classe energetica A+ o A++: consuma dal 25% al 65% in meno di energia elettrica rispetto a un modello standard!

Altra cosa…non apriamo e richiudiamo lo sportello mille volte…in questa maniera, infatti, sprechiamo più energia!

Lo sapevi che…
… alzare la temperatura del frigorifero di un solo grado centigrado significa risparmiare il 6% di energia. Abbassarla di un grado centigrado costa invece molta più energia.
… frigoriferi e congelatori sono tra i maggiori consumatori di energia tra le mura domestiche: il loro funzionamento incide sulla bolletta per un terzo.