Go Green: il nuovo trend della comunicazione

Qualche mese fa sono stata contattata da Alice Dutto, appartenente allo staff di Diego Masi (un professionista della comunicazione e che attualmente ricopre la carica di Presidente di AssoComunicazione, l’associazione che raccoglie le maggiori imprese italiane della industry), esprimendo il loro desiderio di inviarmi una copia del libro Go Green scritto dallo stesso Masi.

“I dati allarmanti che riguardano la salute del pianeta, la recessione economica, la crisi della industry della comunicazione: c’è bisogno di aria nuova, più pulita. Il futuro non potrà che essere Green.”

Ora sono ancora in fase di lettura per via dei milioni di libri che devo studiare per gli esami universitari, ma quello che ho letto fino ad ora è straordinario!

Forse andrò contro la 25° tesi del [mini]marketing di Diegoli ma sono entusiasta di questo libro e voglio dargli luce!

Masi molto maestralmente parla dei problemi del nostro pianeta, concretizzando il reale fenomeno della distruzione.

“Così come il verde diventerà piano piano il colore dominante, il nostro modo di vivere, la realtà quotidiana, la Green Communication diventerà il nuovo standard della comunicazione. E svolgerà un ruolo di primo piano nel definire un modello d’agenzia innovativo, che aiuterà la industry a uscire da una crisi strutturale in cui versa da troppo tempo, restituendole dignità e importanza”.

Questa la tesi alla base di “Go Green – il nuovo trend della comunicazione”.

La parola “Green” è oggi sulla bocca di tutti, occupa le prime pagine dei giornali, compare nei programmi delle principali figure della scena politica mondiale e soprattutto è parte di un binomio, Green Economy, sul quale sono concentrate enormi aspettative e anche forti perplessità, spesso dettate dalla scarsa conoscenza del fenomeno.

Cos’è dunque la Green Economy? Per Masi si tratta di qualcosa di più della somma di tutti i possibili lavori collegati a una svolta “verde” nel campo dell’economia.

E’ una rivoluzione del modo di vivere degli abitanti del pianeta per cercare di cambiare un sistema che ci sta portando all’autodistruzione. I dati parlano chiaro: il fattore umano sta influenzando il clima con vaste emissioni di gas serra dovute non solo allo sfruttamento di combustibili fossili ma anche alla deforestazione, all’agricoltura e agli allevamenti intensivi e naturalmente all’industrializzazione.

La rivoluzione verde è dunque il primo tentativo collettivo di salvare la specie.

E’ appena iniziata, ma come tutte le rivoluzioni che partono dal basso cambierà la nostra realtà fino a diventare normalità.

L’energia che fa girare il mondo non sarà più la stessa e, come è accaduto in passato con il carbone prima e con il petrolio poi, trasformerà radicalmente la società in cui viviamo.

La crisi che stiamo attraversando è un aspetto della trasformazione in corso: nasce dalla follia della finanza creativa e dall’ingordigia delle banche, ma anche dalla nuova figura del consumatore, consapevole, informato, autonomo, sempre meno influenzato dalla comunicazione commerciale.

Il cittadino-consumatore ha un potente mezzo a sua disposizione, il web, dove le conversazioni tra gli utenti, le opinioni dei blogger, valgono più di ogni spot e dove le regole del gioco sono chiarezza e trasparenza. La campagna elettorale di Obama ne è la dimostrazione. E non è un caso che le tematiche green siano in cima all’agenda del presidente.

Recessione, Green Economy, consumatore critico: le aziende devono cambiare strategia, se non vogliono rimanere travolte dall'”onda verde“. E deve cambiare la comunicazione, assumendo un ruolo più progettuale e di consulenza per essere in grado di dare un significato sociale e culturale alla marca.

La parola d’ordine sarà Brand Reputation e per costruirla non bastano budget stellari, ci vogliono tempo, lungimiranza e creatività. E ancora non basta, perchè la reputazione si crea in modo onesto, trasparente, etico. Integro.

Per raccontare come questi fenomeni stanno trasformando anche il volto del nostro Paese, Diego Masi parte dalla ricerca “Gli italiani, la Green Economy & Communication” realizzata da Gfk-Eurisko per UPA e AssoComunicazione, associazione di cui Masi è presidente. Un ritratto del nuovo consumatore che lascia poco spazio ai dubbi: la rivoluzione è cominciata.”

A questo link potete sfogliare e leggere alcune pagine di questo interessantissimo libro. Vi consiglio vivamente di comprarne una copia (costa 18,00 euro) anche perchè l’autore devolve i suoi diritti a favore dei progetti di Alice for Children in Kenyawww.aliceforchildren.it

Visitate anche il blog di Go Green!

Un pensiero su “Go Green: il nuovo trend della comunicazione

  1. Bellissimo quando Masi ci considera turisti sul Titanic…l’iceberg è proprio lì davanti a noi che non lo vediamo/non ce ne preoccupiamo e continuiamo a ballare…lo stesso succede oggi…i più non si preoccupano dei problemi ambientali, ad esempio se il riscaldamento globale è causa dell’estinzione di alcune specie di animali o se lo spreco di oggi porterà alla scarsità di domani.
    Se non apriamo gli occhi in tempo sarà troppo tardi…e ne pagheremo le conseguenze…

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