Pubblicità progresso: esiste o no un limite nel diffondere un messaggio nobile?

Secondo voi, una pubblicità progresso e le varie campagne di sensibilizzazione quanto dovrebbero spingersi nel diffondere e far capire un certo messaggio? C’è un limite oppure, come in questo caso, per perseguire uno scopo nobile, si può osare e superare qualsiasi soglia?

Mi sono posta la questione dopo essermi imbattuta in uno spot della Plane Stupid, realizzato col fine di sensibilizzare le persone al problema del riscaldamento globale dovuto all’inquinamento da noi prodotto.

Nello specifico, il video vuole criticare le forti emissioni di co2 derivate dall’utilizzo degli aerei.

Non so voi ma, a mio parere, il contenuto dello spot è abbastanza forte, forse troppo “crudo”.

In sostanza (Spoiler: lo dico così chi vuole vedere il video non è colto impreparato) vengono mostrati degli orsi polari cadere dal cielo e, inevitabilmente, morire a terra.

Mi direte “C’è di peggio”, ma a me ha fatto davvero effetto. Forse un fermo immagine mi avrebbe “colpito” di meno.

Sinceramente non saprei se una linea “editoriale” di questo tipo possa smuovere davvero le coscienze. Dovrebbe avere lo stesso effetto delle fotografie di malati terminali sui pacchetti delle sigarette (azione di cui si parla già da qualche anno e, probabilmente, in futuro verrà attuata)? Non è neanche sicuro che tali immagini possano spingere alcuni fumatori a smettere.

Voi che ne dite?

4 pensieri su “Pubblicità progresso: esiste o no un limite nel diffondere un messaggio nobile?

  1. Non credo che le foto dei polmoni sui pacchetti di sigarette (ma ci sono già i vari consigli…)
    servano, come non credo che serva questo spot… chi se ne frega se ne frega in ogni caso!
    Pat

  2. La penso anch’io come te. Io ho a cuore il mio pianeta e gli animali = lo spot mi colpisce. A chi non interessa tutto ciò, continuerà a disinteressarsene. Probabilmente non è il metodo giusto per smuovere le coscienze (di chi ne ha una).

  3. Credo anche io che siano immagini piuttosto crude…ci può anche stare utilizzarle per attirare l’attenzione in modo “disturbing” (un pò come, scusa il paragone gli spot delle pomate per le morroidi all’ora di pranzo). Il problema, come dite voi, è capire poi gli effetti che queste campagne hanno sulle azioni reali delle persone, probabilmente pari a zero. Non so se sia questo il modo migliore per far cambiare gli atteggiamenti dei consumatori/cittadini. Forse, per quanto riguarda l’ambiente, hanno più efficacia iniziative “reali”

  4. Grazie Simone per il tuo contributo😉 !
    Come ho detto in precedenza, l’effetto di una pubblicità progresso di questo tipo, probabilmente, lo si ha solo su chi già si interessa del proprio pianeta mentre non smuove una virgola su chi se ne disinteressa.
    Bisogna realizzare più iniziative che permettano alle persone di partecipare attivamente. Sarebbe bene che ognuno di noi fosse “obbligato” ad aderire ad almeno una di esse. Poi chissà che, magari, non le si apprezzi e capisca la necessità di cambiare certe cattive abitudini. Questo sì che funzionerebbe secondo me😉

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