Chicza, il chewing-gum biodegradabile: ce ne parla Gino Di Giacomo

Tempo fa ho recensito positivamente un chewing-gum biodegradabile, Chicza, il quale, da come leggo in rete, sta divenendo un prodotto sempre più “famoso”.

Ovviamente ciò non può che farmi piacere! In molti mi hanno chiesto un ulteriore parere o informazioni su dove acquistarlo.

Per sanare ulteriori dubbi e pubblicizzare ancor di più questo prodotto (ribadisco ancora il fatto che non vengo nè sommersa d’oro nè sponsorizzata/raccomandata😉 ) ho pensato di intervistare colui che, “fortunatamente” per noi e per l’ambiente, ha deciso di importarla nel nostro Paese, il Signor Gino Di Giacomo, a cui devo ulteriori ringraziamenti per la cortesia e il tempo che mi ha dedicato.

Gino Di Giacomo_chicza

Ecco cosa mi ha detto:

1) Come ha conosciuto Chicza e perché ha deciso di importarla?

Vede Dottoressa Veglienzone, il mio DNA è pieno di sentimenti, di emozioni e di  percorsi “green”. Per me l’Ambiente e la sua Tutela sono pilastri vitali e importantissimi di cui, purtroppo, molti non ne capiscono l’importanza e non ne sono consapevoli tanto da far pensare loro: “che ci interessa, tanto ci pensano gli altri”. Il pezzo di carta in mano, la cicca, il chewing-gum ma si … gettiamoli per terra tanto ci sono i “fessi” che puliscono. A me ha sempre dato tremendamente fastidio la presenza di chewing-gum gettati maleducatamente per terra e quando lessi su un quotidiano “free” quattro minuscole righe messe in un angolino di pagina: “Chicza premiata a Londra come miglior prodotto organico dell’anno prima ancora di essere commercializzata” mi ha colpito tanto, tantissimo da spingermi a informarmi su internet, cercare l’indirizzo e scrivere ai Messicani le seguenti righe “in italiano”: ” Complimenti per la vostra iniziativa, sarò il primo cliente a comperare Chicza quando la vedrò nei negozi. p.s. se non avete nessuno che vi segue il business mi candido io”. Dopo 4/5 mesi, mi ero anche dimenticato di aver scritto questa lettera, mi arriva una busta con 3 pacchetti di Chicza e in allegato una richiesta di alcuni documenti. Già solo vedere per la prima volta questi pacchetti così colorati, piatti, esotici, “che venivano da lontano” mi ha fatto un certo effetto. E sebbene avessi, quindi, ricevuto l’onore e l’onere di rappresentare Chicza in Italia, non mi sono fatto prendere dall’entusiasmo; prima di presentare questo progetto e commercializzare questo magico prodotto in Italia, volevo essere sicuro io personalmente. Ho cominciato a fare le prove, “maleducatamente” (per questo chiedo scusa all’Ambiente) dopo averla masticata gettavo Chicza per strada, sui marciapiedi e mi appuntavo l’ora, il giorno, facevo foto; dopo 2 mesi mi accorgevo che Chicza spariva dalle strade, dove passano le macchine, e dopo 5/6 mesi spariva dai marciapiedi, dove Chicza subisce solo l’effetto degli agenti atmosferici, mi sono reso conto, insomma, che questo “magico” chewing-gum seguiva lo stesso processo biodegradabile di una buccia di mela o di banana; provavo ad “appiccicare” Chicza nei sedili degli autobus, dei treni, sulla moquette, sui pantaloni, sui capelli, niente… Chicza non si appiccicava. Un’altra importantissima “molla” che mi ha spinto ad innamorarmi di Chicza è stato quando i Chicleros Messicani mi hanno detto: Gino ricordati sempre che Chicza, prima di essere un chewing-gum, è Storia è Cultura è Filosofia! Sicuro della bontà del prodotto ho iniziato ad investire in pubblicità, in marketing e in comunicazione in tutta Italia con tante porte sbattute in faccia.

2) Quali sono le grandi differenze tra Chicza e le classiche chewing-gum e, soprattutto, quali sono i vantaggi che ne otterrebbe l’ambiente con il suo prodotto?

Ho l’abitudine di “sintetizzare” la differenza di Chicza con gli altri chewing-gum con queste parole: un pesciolino o un uccellino, che hanno apparati digerenti piccolini, se ingoiano un chewing-gum tradizionale possono morire, se ingoiano Chicza possono nutrirsi, questa… è la differenza. Chicza è l’unico chewing-gum al mondo naturale, vegetale, ecosolidale, biodegradabile al 100%, certificato “Bio”, certificato “Senza Glutine”, l’unico chewing-gum al mondo definito “Amico e Alleato ” dei Sindaci, degli Assessori all’Ambiente e al Bilancio, l’unico chewing-gum che possono masticare, senza pericolo, le donne in “dolce attesa” o in fase di allattamento perchè non contiene il pericoloso aspartame. Tutti sappiamo quanto spendono i Comuni per la rimozione dei chewing-gum. In Italia si “masticano” 45.000.000 di chewing-gum al giorno, anche se il 90% di persone è educato e la getta nel cestino rimane il 10% di “amanti della maleducazione”, cioè 4.500.000 di gomme al giorno e se si moltiplicano per i 365 giorni dell’anno si raggiungono cifre impressionanti. Povero Ambiente! Chicza, anche dopo masticato, rimane magico perchè diventa un ottimo compost, del resto lo slogan usato dai Chicleros Messicani è “Chicza viene dalla Terra e ritorna alla Terra”. Chicza amando l’Ambiente e tutelando il Consumatore stimolerà così le multinazionali a “cambiare” ingredienti affinchè anche “loro” possano indirizzarsi verso percorsi più “green”. Del resto, non è nemmeno giusto che solo loro guadagnino e la Collettività è l’unica ad assumersi i costi! Per Chicza è fondamentale il concetto: prima l’Etica e poi il business.

3) Qual è il feed back che lei ha ricevuto fino ad ora dagli italiani e dai negozianti a proposito di Chicza?

 A parte il plauso ricevuto da molti Assessori e Sindaci di varie parti d’Italia (maggiormente donne – mi sono accorto così che le donne sono più sensibili nei confronti dell’Ambiente) , a parte i prestigiosi premi ricevuti da molte Istituzioni, in così poco tempo, ho ricevuto apprezzamenti da parte del Consumatore Consapevole Italiano e da parte del Negoziante Consapevole che ha a cuore la tutela dell’Ambiente e la salute del consumatore; del resto il mercato di riferimento di Chicza è rivolto a loro.

4) Chicza è acquistabile nei negozi di prodotti biologici (Botteghe solidali, Natura sì, CuoreBio, …) ma ha mai pensato di rivenderla nei grandi supermercati o nelle tabaccherie (luoghi di grande affluenza di pubblico)?

Vede quando ho iniziato con il progetto Chicza ero all’oscuro di tutto il “mercato dei chewing-gum”; ho cominciato a studiarlo, a raccogliere e analizzare alcuni dati: su 60.000.000 di italiani 15.000.000 masticano chewing-gum con una media di 3 gomme al giorno si arriva alla cifra che ho detto prima di 45.000.000 di gomme al giorno, “i masticatori/le masticatrici” sono al 32% nel Nord-Ovest, 29% nel Nord-Est, 21% nel Sud, il 18% nel Centro, la fascia di età è dai 10/11 anni ai 55/60 anni, in maggioranza donne. Tabaccherie e Bar sono i grandi  protagonisti di “vendita di impulso” del chewing-gum con quote che raggiungono il 30%, seguono i supermercati al 18% e il resto venduto da altri negozi. Ho contattato tutte le catene di supermercati  e gruppi di gestione di punti autostradali e aeroportuali (indifferenza totale – non mi hanno mai dato un riscontro, deludendomi con i loro proclami pro-ambiente tanto sbandierati, non mi hanno mai chiesto nemmeno il prezzo – a proposito se consideriamo il rapporto peso/prezzo Chicza costa come le gomme fatte con il petrolio), moltissime Tabaccherie, moltissimi Bar, Farmacie, Negozi Bio, Negozi Gluten-Free, Negozi Vegan, Equosolidali, gruppi di acquisto GAS, Naturasì, Erboristerie. Da chi è stata “accolta”Chicza ?  Dai titolari di punti vendita che hanno a cuore l’Ambiente e il Consumatore, quindi, attualmente Chicza è presente in alcuni piccoli supermercati del Trentino, in molte Farmacie, Parafarmacie, Negozi Bio, Erboristerie, Bar Bio, Equosolidali, GAS, Negozi gluten-free, Negozi vegan, in molti punti di Naturasì e anche in molti Bar e Tabaccherie. Latitanti e indifferenti nei confronti di Chicza sono rimasti tutti i Gruppi Autostradali/Aeroportuali e le Catene dei Supermercati (ho dedotto che per loro viene prima il profitto e poi l’etica); se Chicza avesse dovuto contare su di loro sarebbe ancora in Messico! Mi permetta, in questa sede,  di ringraziare personalmente e anche a  nome dei Chicleros Messicani, tutti coloro che hanno creduto in Chicza, grazie a loro e alla loro snsibilità il Consumatore Consapevole Italiano può trovare Chicza in anche Italia.

5) Ho notato che per promuovere e far conoscere maggiormente Chicza ha realizzato un sito web e aggiorna costantemente i profili social, su Twitter e Facebook, a lei dedicati. Oltre a ciò, lei ha applicato altri percorsi per pubblicizzare Chicza? E che consigli darebbe a chi fosse intenzionato a proporre un prodotto eco-friendly?

Oltre a rendere ospitale, dinamico e partecipativo il sito internet ho investito, in prima persona, moltissime risorse economiche in pubblicità su quotidiani, magazine e riviste del settore, inoltre partecipazioni a fiere e convegni e inviato migliaia di e-mail, faccio continuamente promozione, regalo moltissimi pacchetti al giorno, distribuisco volantini, rispondo a tutte le e-mail, faccio pubblicità orizzontale e partecipativa e anche verticale, insomma ci metto la faccia. tutti i giorni. Non immaginavo che in Italia fossero così difficili gli approcci eco-friedly! Non immaginavo che la nostra eco-cultura fosse indietro, molto indietro rispetto ai paesi anglosassoni. Portando il Brand Chicza in Italia, senza scomodare gli studi sociologici, mi sono, altresì, accorto che da Roma in su c’è più vivacità, c’è più ardore, c’è più amore nei confronti dell’Ambiente; le spedizioni di Chicza avvengono all’80% da Roma in su e il restante 20% da Roma in giù. Nel proporre un prodotto eco-friendly bisogna tener conto, senz’altro, delle diverse “velocità green” delle regioni italiane.

6) Oltre a Chicza ha in mente di importare nuovi prodotti sul mercato italiano in ottica green? Se si, qualche anticipazione?

Si, a parte i nuovi gusti come cannella, frutti rossi tropicali ecc…, i Chicleros Messicani stanno lavorando a un prodotto che cresce solo lì nella Selva Maya, quasi in simbiosi agli alberi Chicozapote, alberi da cui si estrae il chicle, un prodotto che già usavano gli antichi Maya, un prodotto dimenticato per migliaia di anni e che loro stanno riportando adesso in auge; forse sarà pronto in primavera. La “rinascita”e la “riconquista” di questo antico prodotto maya è l’ulteriore riconferma e particolare declinazione del forte Amore che hanno i Chicleros nei confronti dell’Ambiente, della loro/nostra Selva Maya, il secondo polmone verde al mondo dopo quello dell’Amazzonia, grande 4 volte l’Italia. I Chicleros si definiscono “I Guardiani della Selva Maya”.

7) Secondo lei gli italiani sono disposti a cambiare o a rinunciare ad alcune abitudini consumistiche ed inquinanti in favore dell’ambiente e del nostro futuro?

Si, cambieremo abitudini, però abbiamo bisogno ancora di molto, molto tempo e facendo così staremo sempre indietro ai Paesi con cultura più Green. Qualche giorno fa ho letto: “in Germania si è riscontrato un forte consumo di prodotti bio, il più alto d’Europa”. In Italia siamo abituati a gettare per terra il pezzo di carta che abbiamo in mano con il cestino a 50 centimetri, in alcune realtà siamo, addirittura, abituati a usare la macchina per andare a comperare le sigarette al tabaccaio lontano appena 500 metri, ecc. Tutto questo ci condiziona pesantemente nel cambiare o rinunciare alle nostre abitudini di consumi in favore dell’Ambiente. Cosa devo pensare io che “sto navigando” in un mare di chewing-gum  biodegradabili e mi sto impegnando nei confronti dell’Ambiente quando vedo che sotto molti banchi universitari ci sono “appiccicate” 5/6 gomme?  C’è bisogno, quindi, di più Comunicazione e più Educazione Ambientale in tutti i livelli.

(Immagine tratta dalla pagina fans di Chicza)

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