Le e-mail e lo spam: spina nel fianco del Pianeta [infografica]

L’e-mail è stata spesso considerata, anche giustamente, uno strumento ecologico. Questo perché grazie ad essa si riduce la quantità di carta sprecata, normalmente impiegata per inviare comunicazioni tramite la posta tradizionale. Sembrerebbe, però, che la semplice azione di inviare 8 e-mail possa emettere la stessa quantità di CO2 rilasciata da un automobile dopo aver percorso 1 chilometro.

Uno studio, condotto dall’Agenzia francese per l’ambiente e il controllo energeticoAdeme”, sostiene, infatti, che inviare missive via posta elettronica inquini molto più di quanto si possa immaginare, soprattutto perché il numero di e-mail inviate ogni giorno in tutto il mondo raggiunge quota 250 miliardi, di cui l’80 % è costituito da spam, gli odiati messaggi di posta indesiderata.

Gli esperti hanno dimostrato per la prima volta che tra il click di invio e la ricezione di un messaggio nella casella di posta elettronica vengono emessi CO2 e gas a effetto serra. In questa ricerca è stato calcolato che ogni megabyte di posta elettronica produce ben 19 grammi di anidride carbonica, a causa dell’alimentazione di cui i server necessitano per portare a termine il loro compito di smistamento e spedizione dei messaggi a destinazione (essi, una volta inviati, vengono copiati una decina di volte dai diversi server che si occupano di inoltrarli nella rete fino a quando raggiungono l’arrivo previsto. E ad ogni passaggio viene consumata la stessa quantità di elettricità).

Ovviamente più l’e-mail è “pesante” maggiore sarà il suo impatto ambientale, infatti, essa richiederà una quantità di energia superiore per giungere a destinazione: ad esempio, se aggiungiamo per conoscenza ulteriori indirizzi destinatari e se teniamo conto anche degli eventuali allegati inseriti, possiamo solo immaginare l’impennata di CO2 prodotta.

In Francia ogni cittadino produce circa 13,6 tonnellate di CO2 in un anno lavorativo, unicamente per inviare e-mail (l’impiegato di un’azienda riceve in media ogni giorno 58 mail e ne invia a sua volta 33, della “pesantezza” media di un Mega). Nel 2010 sono state spedite circa 107 trilioni di e-mail, con una media di 262 miliardi al giorno.

La società di antivirus McAfee ha calcolato che l’elettricità utile ad inviare, ogni anno, miliardi di email nel mondo corrisponderebbe a quella necessaria ad alimentare circa due milioni e mezzo di abitazioni negli Stati Uniti e, inoltre, genera anche la stessa quantità di gas serra prodotta da tre milioni di auto.

E lo spam? Ovviamente esso costituisce un’aggravante per la posta elettronica:

infografica su come lo spam incide sull'ambiente

(Fonte infografica: WebPageFX)

Secondo questa infografica l’impatto negativo dello spam cresce maggiormente quando noi, controllando la casella di posta elettronica, leggiamo e cancelliamo le e-mail inutili, quando valutiamo se ci sono e-mail “buone” finite per sbaglio nella cartella dell’anti-spam  (oltre a costituire una perdita di tempo, ma si sa che tra le pecore nere è possibile trovare anche chi vi è finito erroneamente) ma anche quando, ahimé, il nostro filtro anti-spam sta facendo il suo dovere.

Nell’immagine, inoltre, vengono evidenziate le nazioni più “spammose”, l‘India, la Cina e gli USA, ovvero quelle maggiormente responsabili delle emissioni di gas serra prodotte dai messaggi elettronici indesiderati. Che dite…meglio la busta cartacea o quella virtuale?

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