Gli eco-blogger si raccontano: Daniela Ghiotto e la sua “Casina sull’albero”

Oggi vi presento una ragazza non in gamba, di più! Daniela Ghiotto, 25 anni, laureanda in Scienze Naturali, un pò nomade e molto in armonia con la natura. Appassionata di fotografia, pianista e strimpellatrice di chitarra, Daniela da tempo ha fatto la scelta di essere vegan e fa tentativi quotidiani di autoproduzione, cosmesi naturale e di riciclo creativo. Sogna di “vivere del lavoro e non per il lavoro”, cercando di essere autosufficiente senza nuocere al pianeta. La conosco da poco ma devo dire che adoro questa ragazza! La vorrei avere accanto come il suggeritore di Amélie per avere l’eco-consiglio giusto, una eco idea e farmi trasmettere quella positività che secondo me lei emana incessantemente. Siete curiosi di conoscerla meglio? Ecco cosa ci racconta di lei e del suo blog “La casina sull’Albero“.

1) Quando e cosa ti ha spinto ad aprire un blog “eco-friendly” e perché hai scelto il titolo “La casina sull’Albero”?

Il desiderio di aprire un blog eco-friendly è nato circa 4 anni fa, dopo aver scoperto le condizioni di vita negli allevamenti intensivi e dopo aver imparato a leggere le etichette degli alimenti e dei cosmetici. Gli stessi video sullo sfruttamento animale che all’epoca mi provocarono tanta rabbia e voglia di cambiare le cose sono quelli che potete trovare ancora adesso nel mio sito, nella sezione appositamente dedicata (chissà che non abbiano lo stesso effetto su di voi :])
Inizialmente tenevo un altro blog, ma ero ancora un po’ acerba e non avevo ancora capito che il metodo per arrivare agli altri non fosse quello di trasmettere la rabbia e di considerare come obbligate le vie del cambiamento. Ero troppo carica. Così ho fatto passare il tempo, durante il quale ho aumentato la mia consapevolezza in termini di degrado ambientale e stili di vita eco-sostenibili e piano piano in me sono maturate tante nuove idee e metodi di approccio diverso. Mi piaceva l’idea di creare un sito di consapevolezza ambientale in cui venissero descritte sia le attività antropiche che deturpano la natura, sia quelle che intaccano direttamente il nostro organismo senza che ce ne possiamo accorgere, e che desse almeno in parte le soluzioni per limitare il più possibile il nostro impatto, sottoponendoci al contempo a meno sostanze nocive, a partire dalla cosmesi e dall’alimentazione. Nella primavera del 2010 sono così sbocciate le prime “foglioline” della Casina sull’Albero🙂 L’ho chiamato così perché mi sento molto legata agli alberi e mi piaceva l’idea che, per gli altri, entrare nel mio sito rappresentasse un po’ allontanarsi dall’asfalto e avvicinarsi al fruscio delle foglie e al canto degli uccelli ed entrare in una casina completamente naturale e isolata dal mondo. Purtroppo, però, solo dopo aver creato l’indirizzo mi sono accorta di quanto fosse comune come titolo per vari blog e di conseguenza difficile da trovare nelle ricerche. Per questo ora l’ho chiamato “Di Natura Mi Vesto“, ho intenzione di comprare presto il dominio e cambiare indirizzo.

2) Quali sono gli argomenti che tratti maggiormente nel tuo blog?

Cerco di trattare più o meno con la stessa importanza ogni sezione inserita (studio permettendo) ma ultimamente mi sono concentrata principalmente sulle pratiche di riciclo e di autoproduzione, specialmente quella cosmetica e quella casalinga (detersivi vari), imparando tutto o quasi dal web. Inoltre volgo parecchie attenzioni alla sezione sulla salute, dove svolgo piccole ricerche riguardanti ad esempio gli effetti che hanno sul nostro corpo certe sostanze chimiche presenti, purtroppo, nel quotidiano, come lo zucchero bianco. Ci tengo a precisare che prima di inserire qualsiasi informazione scientifica mi assicuro che la fonte sia attendibile e la confronto con altre, perché spesso si cade nell’errore di considerare come oro colato tutto ciò che si trova su internet.
Non vi elenco tutte le sotto-categorie che tratto nel sito, però ce n’è un’altra che ritengo molto importante e sulla quale forse si tende a sorvolare, ed è quella del “fascino della natura” in cui aggiungo piccoli frammenti di vita commoventi o divertenti in cui i protagonisti principali sono gli animali. Questo vorrebbe essere un modo per avere sempre sotto agli occhi la Bellezza che stiamo intaccando con il nostro egocentrismo e per non dimenticarci mai i veri motivi che ci spingono a mantenere uno stile di vita eco-sostenibile, ai fini di non mollare la corda, anche quando ci sembra nettamente più comodo dimenticare tutto e tornare alle vecchie cattive abitudini.
Ora che gli studi stanno volgendo al termine, mi concentrerò al meglio sulla gestione del sito, approfondendo anche temi come quello delle energie alternative e della decrescita che mi stanno particolarmente a cuore.

3) Qual è il post che ha riscosso maggior successo e “aiutato” più utenti?

Credo che il maggior successo l’abbia avuto il GiveAway, svolto nel recente periodo natalizio, in cui mettevo in palio un memory ecologico, creato personalmente a partire da materiali che venivano scartati sotto l’albero per finire poi nella spazzatura. Per fortuna sono arrivata in tempo per evitare ciò e ho recuperato una carta da pacchi bellissima, composta da tante diverse figure a ripetizione (da qui l’idea del memory) e un paio di confezioni regalo di cartoncino. Spero sia servito anche per diffondere tra i lettori un minimo di buon senso nei periodi di consumismo sfrenato come quello del natale e, perché no, un goccio di creatività.

4) La principale soddisfazione che hai ottenuto grazie al tuo blog?

Aver reso immensamente felice la vincitrice del Giveaway, cosa che mi ha colpito in prima persona perché si trattava di un oggettino veramente povero e semplice. E’ stata proprio questa ricerca della semplicità a fare breccia nel mio cuore.

5) Poco tempo fa hai vinto il premio per aver ideato la migliore App ad un concorso promosso dall’Unione Italiana dei Consumatori. Ce la vorresti descrivere? E sopratutto verrà realizzata?

È stata una grande sorpresa per me e anche in questo caso ha vinto la semplicità. Difatti l’applicazione che ho progettato consiste essenzialmente in una guida che accompagna il cittadino, attento e consapevole, a ridurre il suo impatto ambientale, partendo dai rifiuti e chiedendosi quali sbocchi di riciclo potrebbe avere un comunissimo oggetto destinato alla spazzatura. Per ora non accenno altro perché sono un po’ gelosa di questa idea, almeno fino a quando non verrà realizzata🙂 E arrivo, quindi, alla seconda domanda, alla quale però non so risponderti con chiarezza, difatti l’Unione Italiana dei Consumatori sarebbe ben lieta di realizzarla ma è in cerca di fondi per farlo. Nel caso questi fondi non dovessero arrivare, non nascondo che avrei intenzione di imparare personalmente a realizzare e gestire un App, studiando qualche fondamento di informatica!

6) So che hai fatto la scelta di essere vegana. Da quando, quali sono i pro e i contro di questa scelta e sopratutto potresti spiegarci il vero significato del veganismo (che in molti confondono con il vegetarianismo)?

Sono vegetariana da 3 o 4 anni ma vegana dall’autunno del 2010, ossia da quando ho collaborato come aiuto-cuoco in un ristorante vegan che ha rappresentato per me il paese delle meraviglie! Credevo, infatti, che questo tipo di dieta fosse immensamente triste e povero a livello di gusto. Invece è stata una sorpresa. Nella pausa pranzo mi era concesso di assaggiare ogni pietanza ed è stato per me il paradiso dei sensi. Così ho deciso che doveva essere la mia strada e da lì in avanti ho incontrato pochi contro. Una dieta vegan esclude qualsiasi prodotto animale, perciò carne, uova e derivati del latte. E’ importante che venga fatta in maniera bilanciata, integrando anche le proteine. Di sole verdure, infatti, non si può vivere, ma esistono vari prodotti proteici di natura vegetale, come il tofu, il tempeh (derivati della soia) e il seitan ( derivato dalla fermentazione del frumento), che sebbene siano costosi, sono anche facili da produrre in casa a un costo molto ridotto, ed è ciò che mi prometto di fare appena sarò laureata. Inoltre, non va bene mangiare a ripetizione sempre le stesse verdure: un saggio consiglio è quello di provare a mangiare 5 colori diversi al giorno di frutta e verdura, possibilmente di stagione ed esenti da pesticidi. Non vanno dimenticati poi cereali, semi, radici e frutta secca🙂 insomma di varietà ce n’è tantissima ed è anche divertente inventarsi ogni giorno una combinazione diversa. I contro sono quelli riferiti alle difficoltà nel mangiare in giro, ma si fa quel che si può. Di certo non si può stare a digiuno e quindi ci si deve accontentare, ma io lo faccio anche per non creare troppo disturbo quando vado a mangiare a casa di amici o familiari, per cui uova e latticini ogni tanto capitano (anche se a casa mia non li cucino mai mai e poi mai). La carne non mi manca assolutamente e ne sono molto orgogliosa. Credo dipenda da quanto forti siano le motivazioni che portano a scegliere una dieta così “estrema”, o meglio, diversa da quella con la quale siamo stati svezzati, perché proprio estrema non la definirei. Come potrete immaginare le mie motivazioni sono sempre legate agli allevamenti intensivi, all’inquinamento e alla scarsità di acqua, tutte cose legate al consumo di carne. Chi è vegetariano per gli stessi motivi, dovrebbe informarsi meglio sui cicli di produzione che stanno dietro a uova e latticini.

7) Chi non potrebbe mai mancare nel tuo blogroll in verde?

Il primo che ho scoperto è stato quello di TippiTappi, una donna fantastica, da cui ho preso spunto per alcune ricette vegan. Altri da cui ho imparato molto e in cui mi rispecchio sono, oltre al tuo che davvero ammiro tanto per la costanza e l’impegno che dedichi e gli argomenti che tratti, quelli di ErbaViola, CasaEdera, VivereVerde, l’Eco del mondo, la Casa nella prateria, Vita a impatto1, Promiseland, BioDetersivi, VegFacile, Dadalindo, Disinformazione.it (oltre la verità ufficiale) e tanti tanti altri!

8) Utilizzi i social networks o altri strumenti del web 2.0 (oltre al blog) per diffondere eco-coscienza ed eco-conoscenza? Se si quali e perché?

Si, uso Facebook ma per ora mi ha dato poca soddisfazione in questo campo, perché i post ecologici vengono spesso snobbati, per questo stavo pensando di aprire una pagina, così da essere sicura che i lettori che si iscrivono siano davvero interessati. Poi ho aperto da poco Twitter che, al contrario, mi dà molta soddisfazione perché si creano dei giri di persone davvero interessanti e stimolanti e un fiume di notizie introvabili da altre parti! Mi trovate sotto il nome di @DegliAlberi! È lo stesso nome che uso per il canale di YouTube, in cui intendo raccogliere principalmente tutorial sul fai da te ed il riciclo, ma l’ho creato da pochissimo per cui al momento è decisamente misero. Infine, per comunicare con le immagini, uso Tumblr, sempre dandogli un’impronta principalmente ecologica, e Flickr, che però consiste in una raccolta di foto personali (legate principalmente alla natura) e ingloba un set separato in cui raccolgo le foto delle opere che riciclo, ma non posso dire che lo uso propriamente per divulgare principi eco-sostenibili.

9) Un eco-consiglio in 140 caratteri (alla Twitter).

Non fatevi soggiogare dalla tv e dalle pubblicità, non crediate a tutto, state di più all’aria aperta, cucinate di più e surgelate di meno.

10) La prossima eco-azione che ti sei ripromessa di mettere in atto?

Iscrivermi a un gruppo di acquisto solidale; creare in casa il latte di soia, il tofu, il seitan , il tempeh e i succhi di frutta; convincere la mia famiglia che non servono 10 detersivi diversi per la casa, ma che ne bastano 2 o 3 e che si possono produrre facilmente; riciclare la montagna di rifiuti buoni che ho accatastato in un’anta dell’armadio e cercare di vendere le mie creazioni in un negozio on line e in qualche bancarella.

11) C’è un libro e una personalità famosa o non che ti hanno ispirata, colpita emotivamente o guidata nel tuo percorso di amore per il pianeta? Se così fosse, spiegaci il perché.

Innanzitutto i miei genitori hanno lasciato l’impronta più grande: mia madre tratta gli animali come fossero suoi figli e potrebbe anche togliersi da mangiare per fare star bene loro; mio padre è nato in mezzo alla natura e mi ha trasmesso il fascino per la diversità, sia di fauna che di flora, e il rispetto per l’ambiente a partire dai piccoli gesti quotidiani come il risparmio energetico e di acqua, inoltre mi ha insegnato che dare nuova vita ai rifiuti si può e che non è per niente un’azione di cui vergognarsi. Ci sono 3 libri importantissimi a dir la verità: “Se niente importa” di Jonathan Safran Foer, che ha personalmente indagato sulle condizioni degli allevamenti intensivi. “Intelligenza ecologica” di Daniel Goleman, che ci spiega i vari cicli di produzione, e il prezzo aggiuntivo che si nasconde dietro a ogni oggetto che compriamo: quello che pagano il pianeta e la nostra salute. “Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione” di Grazia Cacciola, che racconta l’esperienza di molte persone che hanno deciso di intraprendere questo stile di vita per star meglio con se stessi e con la natura, e per uscire dai ritmi frenetici deleteri per la mente e l’organismo, imposti dalla società attuale.

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