Moda sostenibile: l’esempio di H&M Conscious Collection 2013

Non posso negarlo…mi piace curare me stessa e vestirmi bene.
Prerogativa fondamentale è sentirmi a mio agio con quello che indosso. Se poi posso scegliere dei capi rispettosi dell’ambiente ad un prezzo accettabile per le mie tasche ancor meglio.

Negli ultimi anni anche la grande distribuzione (vedi Coop con la linea targata Katharine Hamnett) e le grandi catene di abbigliamento si sono accorte della potenzialità del settore green. I consumatori sono maggiormente attenti e, oggi, potendo scegliere optano per prodotti eco-friendly.

L’esempio che vi voglio proporre è quello di H&M e della sua collezione Conscious, i cui capi sono realizzati con cotone biologico, canapaTencel e poliestere riciclato, attraverso una filiera produttiva interamente sostenibile. Abiti alla moda ma al tempo stesso rispettosi dell’ambiente.

Per coronare il lancio della collezione 2013, il colosso della moda svedese ha attivato un’iniziativa davvero lodevole: la raccolta di abiti usati, “La moda non merita di finire nei rifiuti“. I clienti potranno portare in un qualsiasi punto vendita H&M capi di qualsiasi marca, non più utilizzati e in qualsiasi condizione, usati, usurati e “passati di moda”. In cambio, per ogni borsa depositata, riceveranno un buono del valore di 5 euro (fino ad un massimo di due borse al giorno). Un’ottima idea per incentivare il riciclo di quei tessuti ancora riutilizzabili che molto probabilmente finirebbero in discarica o in fondo a qualche armadio, senza possibilità di recupero.

Gli abiti, una volta raccolti, verranno portati in un impianto di trasformazione e selezionati in:

capi reindossabili (riproposti sul mercato come abiti di seconda mano)
capi riutilizzabili (non più indossabili e quindi convertibili in altri prodotti, ad esempio stracci per pulire)
capi riciclabili (non più indossabili ma destinati a nuova vita come fibre tessili o utilizzati per la creazione di altri prodotti, come materiali assorbenti o isolanti per l’industria automobilistica)
energia (se il capo non è né reindossabile, riutilizzabile e riciclabile, esso verrà impiegato per produrre energia)

Produrre una t-shirt di cotone crea tra 1,5 e 3,6 kg di CO2. Nel processo di riciclo questi valori sono ridotti circa dell’85-90%.

Mi auguro che gli impegni concreti per diminuire l’impatto ambientale da parte delle grandi multinazionali del tessile siano sempre maggiori e che queste iniziative diventino una preziosa abitudine.

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