Gli eco-blogger si raccontano: Sara Salvarani e il suo Mamma che Testa

Oggi vi presento Sara Salvarani aka Mammachetesta, una convinta sostenitrice dell’ecologico, del biologico, del downshifting e del tentare di semplificare la vita anche eliminando gli inutili fronzoli. Lei stessa si definisce una web addicted impenitente e mai pentita, laureata in Scienze Ambientali, consulente in sicurezza sul lavoro e tutela ambientale.

Emiliana, vive accanto al Po e ha la mania di riciclare tutto a tal punto che il ferramenta dell’Ameno Paesello la considera “quella matta che vuole i suoi pallett per farne chissà che”.

Esattamente per tutti questi motivi Sara ha deciso di aprire un blog eco-friendly, Mammachetesta (anzi…in realtà due perchè ne possiede anche uno più “professionale”: L’Eco della Sicurezza).

Sara Salvarani alias Mamma che TestaPerché hai scelto il titolo “Mammachetesta”?

Perché come dico sempre ormai mi è rimasto un solo neurone, amorevolmente chiamato Ugo, che funziona pure a singhiozzo, quindi fra idee pazze e cose scordate è frequente che mi venga da rivolgermi a me stessa dicendomi “Mamma che testa!” (che ho, bacata, da rifare, vuota, ecc…)

Di cosa parli nel tuo blog (riciclo creativo, energie alternative, decrescita, politiche ambientali, green tech, …)?

Mammachetesta è nato come diario personale in un momento molto delicato della mia maternità e poi è cresciuto, soprattutto nell’ultimo anno, sempre più sui temi della creatività e in particolare del riciclo creativo e della decrescita felice. Non sono un’integralista (non toglietemi pc, iPhone ed elettrodomestici base!) ma tento di percorrere una strada fatta di maggiore consapevolezza e attenzione all’ambiente.

Qual è il post che ha riscosso maggior successo e “aiutato” più utenti?

Quello sullo scaldacollo in cordoncino fatto ai ferri che ho proposto come regalo di Natale homemade. A ruota seguono a parimerito i bicchieri trasformati in portacandele e la gonnellina per l’albero di Natale fatta con strofinacci riciclati.

La principale soddisfazione che hai ottenuto grazie al tuo blog?

Le persone meravigliose che ho conosciuto e che mi dimostrano stima e fiducia ogni giorno. E anche la citazione su Vanity Fair da parte di extramamma aka Patrizia Violi

Chi non potrebbe mai mancare nel tuo blogroll in verde?

La Regina del Sapone, Babygreen, Minimoimpatto, Il Pasto nudo e Naturalmente Felice (il downshifting ecosostenibile).

Utilizzi i social networks o altri strumenti del web 2.0 (oltre al blog) per diffondere eco-coscienza ed eco-conoscenza? Se si quali e perché?

Certamente! Uso molto facebook e twitter. Su faceboook stiamo anche cercando di creare una bella iniziativa…ma ancora è embrionale quindi per scaramanzia non ne parlo I social network sono uno strumento potente di diffusione di contenuti. FB è più interattivo, dialogante…”lento”. Twitter è rapido, veloce, ti permette di diffondere rapidamente link, di fare commenti stringati. E’ più incisivo.

Un eco-consiglio in 140 caratteri (alla Twitter).

Fatevi l’orto! In casa, sul balcone, dentro un pallett riciclato…dà immense soddisfazioni, gran risparmio e tutela l’ambiente.

La prossima eco-azione che ti sei ripromessa di mettere in atto?

Iniziare a produrre da sola anche i cosmetici. Almeno alcuni. Sono una fan sfegatata dell’autoproduzione si vede?

C’è un libro e una personalità famosa o non che ti hanno ispirata, colpita emotivamente o guidata nel tuo percorso di amore per il pianeta? Se così fosse, spiegaci il perché.

Il libro “Tentativi di eco-condotta. Per nuovi stili di vita” di Cristina Gabetti, ed. Rizzoli. Anche i miei insegnanti: il prof. Ugo Pellini che mi ha insegnato Scienze naturali al liceo, il prof. Marco Zerbi (geologia) e il prof. Pierluigi Viaroli (metodi di disinquinamento ed ecologia delle acque interne). E infine, ma decisamente per primi, i miei genitori che mi hanno sempre insegnato che un fiore vale oro e che hanno calato la loro casa dall’alto con una gru per non rischiare di rompere le piante già presenti nel giardino. Questo esempio, il loro esempio, è sempre stato la mia guida.

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  1. Pingback: Intervista rilasciata a Elena Veglienzone su Madreterra

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