CONAI premia le tesi di laurea Green Jobs

Nel quadro delle attività avviate nel nostro paese per favorire la sostenibilità ambientale attraverso la promozione della raccolta, del riciclo e recupero dei rifiuti d’imballaggio, CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, ha istituito il premio Tesi di Laurea Green Jobs, un progetto che ha l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un’economia e un’industria sempre più sostenibili, favorendo l’inserimento di giovani “green oriented” nel mondo del lavoro grazie a 10 stage retribuiti della durata di 6 mesi presso aziende che operano nella green economy.

Per riuscire ad aggiudicarsi i 10 “green jobs” è necessario essere laureati in discipline economiche e ingegneristiche e presentare, entro il 7 ottobre, la propria tesi di laurea necessariamente attinente alle tematiche ambientali, tecniche ed economiche connesse al riciclo dei rifiuti di imballaggio.

Per avere maggiori informazioni, scaricare il bando, il regolamento e la scheda di partecipazione andate sul sito di CONAI.

Good luck ;D

P.s. Il termine ultimo per la consegna degli elaborati, inizialmente previsto per il 7 ottobre, è stato posticipato al 4 novembre 2013.

Moda sostenibile: l’esempio di H&M Conscious Collection 2013

Non posso negarlo…mi piace curare me stessa e vestirmi bene.
Prerogativa fondamentale è sentirmi a mio agio con quello che indosso. Se poi posso scegliere dei capi rispettosi dell’ambiente ad un prezzo accettabile per le mie tasche ancor meglio.

Negli ultimi anni anche la grande distribuzione (vedi Coop con la linea targata Katharine Hamnett) e le grandi catene di abbigliamento si sono accorte della potenzialità del settore green. I consumatori sono maggiormente attenti e, oggi, potendo scegliere optano per prodotti eco-friendly.

L’esempio che vi voglio proporre è quello di H&M e della sua collezione Conscious, i cui capi sono realizzati con cotone biologico, canapaTencel e poliestere riciclato, attraverso una filiera produttiva interamente sostenibile. Abiti alla moda ma al tempo stesso rispettosi dell’ambiente.

Per coronare il lancio della collezione 2013, il colosso della moda svedese ha attivato un’iniziativa davvero lodevole: la raccolta di abiti usati, “La moda non merita di finire nei rifiuti“. Continua a leggere

Il baratto (l’arte dello swapping): nuovi modi di farlo offline e sul web

Approfitto del fatto che questa è la Settimana del Baratto (dal 19 al 25 novembre 2012. In fondo all’articolo ne saprete di più!) per scrivere un post dedicato interamente a questa vecchia ma mai tramontata pratica “economica”, un modello di consumo orientato al benessere sociale e ambientale. Il baratto, infatti, ancora oggi, seppur meno rispetto al passato, continua ad esistere e, in un momento particolare come quello in cui stiamo vivendo, viene rispolverato come pratica soluzione di respiro. E’ possibile “barattare” un oggetto, un’abilità o un aiuto in cambio di qualcos’altro (non necessariamente un oggetto fisico), senza ricorrere al denaro. Con il tempo e la fantasia sono stati ideati dei nuovi modi, nuove “forme” per metterlo in pratica. Vediamo quali.

NUOVE FORME DI BARATTO OFFLINE

SWAP PARTY:

Lo Swap Party è un momento d’incontro, una vera e propria festa finalizzata allo scambio di capi di abbigliamento, scarpe, accessori o altri oggetti divenuti indesiderati o non più della propria taglia, con altri di proprio gradimento. In questa occasione è possibile incontrare amiche/i, fare nuove conoscenze (invitando gli amici dei nostri amici), quattro chiacchiere davanti ad un caffè e, soprattutto, fare spazio nei propri armadi, rinnovare il nostro guardaroba o “impossessarci” di una “nuova” borsa che sta benissimo con il nostro cappotto preferito. Grazie allo swapping (“scambiare”) è possibile riciclare, evitando a tanti oggetti in ottimo stato di finire nel dimenticatoio, ingiustamente tra i rifiuti e permettere ad altri di riutilizzarli, “acquistando” dei capi senza spendere soldi.
Cosa serve per organizzarne uno?
– Uno spazio: una casa, un centro ricreativo o un qualsiasi luogo confortevole dove stare comode, per poter provare i vestiti ed ospitare tutti i nostri oggetti di scambio;
– Persone interessate a barattare,
– Musica, dolcetti e salatini, thé e caffè (che non guastano mai!)

Vi suggerisco:
Swap Club, sito e community dove lo scambio avviene online.

BARATTO DAL COMMERCIANTE

Al di là del baratto che possiamo mettere in pratica in privato, esistono delle strutture ricettive che permettono di usufruire dei loro servizi senza pagare un euro. Di seguito alcuni ottimi esempi di baratto offline che un commerciante può mettere in atto.

Continua a leggere

Burrocacao autoprodotto: ecco la ricetta per avere labbra morbide e protette fai da te

Finalmente pubblico la ricetta del burrocacao fai da te che ho sperimentato e di cui vado pazza 😉 Inizialmente avevo cercato in rete la soluzione migliore alle mie esigenze e devo dire che quella che vi illustrerò è tra quelle più semplici da eseguire (velocissima davvero rispetto a tante altre perché non richiede cottura ma si fa a freddo!).

Gli ingredienti necessari sono solo due: burro di karité o burro di cacao (possibilmente bio) e un olio essenziale a preferenza (nel mio caso il tea tree – la melaleuca -, ma potete benissimo usare vaniglia, menta o quello che più vi piacerebbe avere sulle labbra). Inoltre, dovrete dotarvi di un piccolo contenitore con tappo (ebbene si dovrete usare il dito per spalmare il burrocacao!).

Prendete un pò di burro di karité e mettetelo nel contenitore fino quasi a riempirlo (non del tutto perché dovrete poi mescolarlo all’interno e potrebbe uscirvi il composto). Io mi sono aiutata con una paletta che ho trovato in un kit con altri contenitori vuoti (quello per il bagaglio a mano per intenderci) ma potete usare benissimo anche un cucchiaino. Successivamente va aggiunto l’olio essenziale, 3/4 goccie, e mischiare il tutto per qualche minuto. Io ho utilizzato la malaleuca perché è un perfetto anti-herpes (purtroppo almeno una volta all’anno mi viene quindi lo uso come deterrente) ma potete benissimo mettere l’olio che preferite. Dopodiché basta appiattire il burrocacao all’interno del contenitore e il gioco è fatto! Possiamo tranquillamente metterlo in borsetta pronto all’uso. A me piace anche l’effetto che ha sulle mie labbra, molto più di un rossetto o lucido. A mio parere un’idea carina anche come regalo per le amiche!

Quanto ho speso? 12,50 euro per la confezione di burro da 100 ml, 8 euro per 10 ml di olio essenziale di tea tree (ogni olio ovviamente ha un prezzo differente) e per il contenitore 0 euro perché ne ho usato uno che avevo già in casa! Tenete conto che con queste quantità potete rifarlo un sacco di volte e che gli ingredienti sono molto più sani di quelli individuati in certi lipstick in commercio!

Ingredienti necessari: burro di karité, olio essenziale preferito e un contenitore

Continua a leggere

Porta shampoo (in saponetta) fai da te: dalle uova di Pasqua al bagno

Quando andai alla fiera “Fà la cosa Giusta”, ebbi l’opportunità di acquistare allo stand della Lush (nella mia città non esiste questa catena e prima di comprare sul loro sito volevo testarlo) uno shampoo solido, dall’aspetto molto simile ad una saponetta. Posso dire che adoro questo shampoo! Io ho preso “Asfalto bruciato” ma al di là del nome, e di una piccola dose di balsamo al miele e vaniglia della stessa marca che ammorbidisce e profuma i capelli, è un ottimo prodotto…privo di packaging! Sicuramente acquisterò anche altre tipologie (come il loro balsamo solido, di cui allo stand purtroppo erano privi 😦 ). Mi sta durando tantissimo! A casa in effetti ne usufruisco solo io ma credo di poterlo utilizzare (tutti i giorni) almeno per 6 mesi (un sacco di bottigliette di plastica risparmiate!). Va detto che non bisogna abbondare, giusto strofinarlo brevemente sui capelli.

Una volta usato, però, dove è bene lasciarlo? Premetto che mio padre utilizza qualsiasi saponetta gli capiti a tiro, quindi ho temuto molto per il mio shampoo (sarebbe sprecato per lavarsi le mani!). Quindi il ripiano per il sapone l’ho bocciato immediatamente! Allo stand vendevano anche il porta-shampoo di latta ma sinceramente mi sembrava denaro sprecato. Ecco perciò che me lo sono fatta da me! Dato che in quel periodo ci sono state le festività pasquali (con tanto di uovo al cioccolato), avevo conservato il portauovo di plastica e la carta che lo rifasciava (ero sicura che mi sarebbero serviti prima o poi!).

Diciamo che il più dello “sforzo” è stato realizzare il coperchio. Ho preso un cartoncino spesso racimolato da una confezione di gelato e l’ho ritagliato in modo da ottenerne un quadrato (il portauovo è tondo e io volevo un coperchio che rimanga “appoggiato”, tanto da tenere al riparo la mia saponetta).

Ho fatto un buco al centro con le forbici e poi ho rifasciato il cartoncino con la carta plastificata (che ha un certo livello di impermeabilità, per un pò dovrebbe resistere anche se incrocia acqua e vapore), fissandola con del nastro adesivo.

Con uno stecchino ho bucato la carta all’altezza del foro centrale del cartoncino in modo tale da far passare un nastro all’altra estremità. Per fissarlo sotto il coperchio ho fatto un nodo largo e al di sopra, invece, ho fatto un fiocco (mi servirà da “maniglia“, pomello per alzarlo).

Ed ecco il risultato!

Niente di eccezionale, ma sono molto contenta quando riutilizzo oggetti e materiali apparentemente inutili! Così fatto, ho ottenuto un porta shampoo e anche anti-papà!