SuperGreentire: un supereroe nel riciclo delle gomme

Sapete che fine fanno gli pneumatici delle vostre auto una volta sostituiti perché giunti al termine del loro ciclo di vita? Per legge (e buon senso) devono essere smaltiti correttamente da enti appositi.

Greentire è proprio uno di questi enti, o meglio una società consortile senza scopo di lucro, che si occupa della gestione dei vecchi pneumatici ormai non più utilizzabili (anche detti PFU). In che maniera? Recuperandoli, reinventandoli in nuovi oggetti (come ad esempio in aree bimbi, campi sportivi, strade, edilizia, arredo urbano, …), un modo per sfruttare quello che ancora ha del potenziale e per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.

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La filiera – GREENTIRE

Il Consorzio, oltre a destinare alla “ricerca e sviluppo” parte del contributo versato dal consumatore per la gestione del “fine vita” degli pneumatici, concentra la propria attività sul recupero di materia al fine di ridurre i quantitativi di rifiuti avviati a recupero energetico, in linea con le priorità indicate dalla direttiva europea.
Greentire utilizza unicamente tecnologie che permettono il recupero pressoché totale della gomma, del metallo e delle fibre tessili presenti negli pneumatici: in questo modo, nulla viene destinato all’inceneritore.

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CONAI premia le tesi di laurea Green Jobs

Nel quadro delle attività avviate nel nostro paese per favorire la sostenibilità ambientale attraverso la promozione della raccolta, del riciclo e recupero dei rifiuti d’imballaggio, CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, ha istituito il premio Tesi di Laurea Green Jobs, un progetto che ha l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un’economia e un’industria sempre più sostenibili, favorendo l’inserimento di giovani “green oriented” nel mondo del lavoro grazie a 10 stage retribuiti della durata di 6 mesi presso aziende che operano nella green economy.

Per riuscire ad aggiudicarsi i 10 “green jobs” è necessario essere laureati in discipline economiche e ingegneristiche e presentare, entro il 7 ottobre, la propria tesi di laurea necessariamente attinente alle tematiche ambientali, tecniche ed economiche connesse al riciclo dei rifiuti di imballaggio.

Per avere maggiori informazioni, scaricare il bando, il regolamento e la scheda di partecipazione andate sul sito di CONAI.

Good luck ;D

P.s. Il termine ultimo per la consegna degli elaborati, inizialmente previsto per il 7 ottobre, è stato posticipato al 4 novembre 2013.

Moda sostenibile: l’esempio di H&M Conscious Collection 2013

Non posso negarlo…mi piace curare me stessa e vestirmi bene.
Prerogativa fondamentale è sentirmi a mio agio con quello che indosso. Se poi posso scegliere dei capi rispettosi dell’ambiente ad un prezzo accettabile per le mie tasche ancor meglio.

Negli ultimi anni anche la grande distribuzione (vedi Coop con la linea targata Katharine Hamnett) e le grandi catene di abbigliamento si sono accorte della potenzialità del settore green. I consumatori sono maggiormente attenti e, oggi, potendo scegliere optano per prodotti eco-friendly.

L’esempio che vi voglio proporre è quello di H&M e della sua collezione Conscious, i cui capi sono realizzati con cotone biologico, canapaTencel e poliestere riciclato, attraverso una filiera produttiva interamente sostenibile. Abiti alla moda ma al tempo stesso rispettosi dell’ambiente.

Per coronare il lancio della collezione 2013, il colosso della moda svedese ha attivato un’iniziativa davvero lodevole: la raccolta di abiti usati, “La moda non merita di finire nei rifiuti“. Continua a leggere

Nespresso: “Ecolaboration” e il circolo virtuoso della qualità sostenibile

[Annuncio per chi si trova nei pressi di Milano] Oggi 12 giugno, alle ore 17.30, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci (nella Sala delle Colonne, via S. Vittore, 21) sarà possibile assistere all’evento organizzato dalla Nespresso volto ad illustrare la produzione sostenibile e, al tempo stesso, la responsabilità sociale della famosa azienda che firma la macchinetta per il caffé ormai fedele amica di George Clooney ;). Ne parlo qui nel mio blog perché, per fortuna, finalmente si parla di riciclo e smaltimento delle capsule (voi vi siete mai chiesti che fine facessero?), legate al nuovo modo di preparare la bevanda più amata dagli italiani a casa e in ufficio. Io devo ammettere di utilizzare ancora la classica moka (è sicuramente il metodo più eco che ci sia ;)) ma dato che le mode si diffondono a macchia d’olio, e sembra che nessuno sappia più fare a meno delle sbrigative capsule/cialde, è bene trovare una soluzione efficace che non danneggi l’ambiente!
La Nespresso, a questo proposito, ha organizzato l’evento “Ecolaboration” (moderato da Serena Dandini) per garantire la qualità del suo caffè ed essere, al tempo stesso, più chiara sugli attori coinvolti nella filiera produttiva, sul riciclo delle capsule e sulla riduzione delle emissioni. Attraverso installazioni interattive, sarà possibile vivere in prima persona un’originale esperienza plurisensoriale che racconterà quello che gravita attorno al ciclo di vita di una capsula Nespresso. Dal chicco di caffé al chicco di riso, attraverso il riciclo…

nespresso e le cialde eco

PlantBottle, la bottiglietta “eco-friendly” firmata Coca-Cola

La Coca-Cola Company, discutibile (per quanto riguarda le dubbie condizioni di trattamento rivolte ai suoi lavoratori e le accuse di violazione dei diritti umani) azienda produttrice di una delle bibite più amate e bevute al mondo, ha consolidato nel 2011 una partnership con alcune società che si occupano di biotecnologia al fine di accelerare la produzione di una bottiglietta “sostenibile”, concepita nel 2009 e realizzata in parte con un materiale plastico di origine vegetale (canna da zucchero e melassa) e in parte da PET riciclato, con cui distribuire e conservare i suoi prodotti. Il nome di questo contenitore eco-friendly è PlantBottle e viene già, ad oggi, impiegato in circa 20 paesi nel mondo, tra cui la Francia e l’Italia. La multinazionale americana, però, è intenzionata a convertire tutti gli imballaggi al nuovo formato bioPET, completamente riciclabile, entro il 2020.

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